Venezia 83

Venezia 83 cambia rotta: cinque film italiani sfidano i maestri del cinema mondiale

L’83ª Mostra del Cinema di Venezia si prepara a trasformare il Lido in un osservatorio privilegiato sulle tensioni, i linguaggi e le contraddizioni del cinema contemporaneo. L’edizione 2026, in programma dal 2 al 12 settembre, propone 20 lungometraggi in concorso e assegna al cinema italiano uno spazio particolarmente ampio: cinque titoli, pari al 25% della selezione principale, correranno per il Leone d’oro. È un dato che rende questa edizione diversa da molte delle precedenti, spesso dominate dall’attesa per i grandi film statunitensi e per le produzioni destinate alla stagione degli Oscar.

Il nome più atteso è quello di Nanni Moretti, che torna in gara al Lido 37 anni dopo Palombella rossa. Il regista presenta Succederà questa notte, interpretato da Jasmine Trinca e Louis Garrel. Accanto a lui figurano Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli, cinque autori distanti per generazione e stile, ma accomunati da storie che interrogano memoria, relazioni familiari, identità e peso del passato.

La forte presenza nazionale non riduce però la dimensione internazionale dell’appuntamento. Il programma comprende opere di Danny Boyle, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Florian Zeller e Casey Affleck. Sul tappeto rosso sono attesi interpreti come Penélope Cruz, Javier Bardem, Rooney Mara, Kate Mara, Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. I Leoni d’oro alla carriera andranno inoltre a George Clooney ed Ellen Burstyn, due personalità che rappresentano epoche e percorsi differenti dell’industria cinematografica.

La selezione indica una precisa scelta editoriale: meno dipendenza dai blockbuster hollywoodiani e maggiore attenzione al cinema d’autore, alle coproduzioni e ai temi politici e sociali. Guerre, autoritarismi, migrazioni, crisi familiari, memoria delle dittature, disagio giovanile e trasformazioni del lavoro attraversano numerosi film. Venezia 83 punta quindi su un cinema capace di raccontare il presente senza limitarsi alla cronaca, usando generi diversi, dal melodramma all’horror, dal dramma storico al racconto sentimentale.

Cinque film italiani in gara: un quarto del concorso

La presenza italiana è il tratto più evidente dell’edizione, con cinque film su venti in competizione. Succederà questa notte segna il ritorno di Moretti con un melodramma sentimentale, mentre Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis affronta le ferite della dittatura argentina attraverso la vicenda di un ex detenuto chiamato a testimoniare contro i propri torturatori.

Edoardo De Angelis porta Il fuoco che ti porti dentro, tratto dal memoir di Antonio Franchini e affidato a Vanessa Scalera e Lino Musella. Andrea Pallaoro presenta The Echo Chamber, sviluppato dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Paolo Strippoli completa il gruppo con L’estranea, interpretato da Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano e Valeria Bruni Tedeschi, un’opera che conserva elementi horror e li usa per esplorare legami, paure e rimozioni.

Il dato dei cinque titoli su 20 ha alimentato anche il dibattito sull’equilibrio tra promozione nazionale e vocazione internazionale. La presenza italiana si estende infatti alle sezioni parallele e al fuori concorso. La sfida sarà evitare che film molto diversi finiscano per contendersi lo stesso spazio mediatico, trasformando l’abbondanza in dispersione.

Meno blockbuster, più autori e storie del presente

L’assenza di alcuni grandi titoli hollywoodiani non equivale a una Mostra priva di richiamo internazionale. L’apertura è affidata a Ink di Danny Boyle, mentre tra gli autori in gara figurano Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda e Lee Chang-dong, nomi di riferimento del cinema mondiale.

Florian Zeller presenta Bunker, con Penélope Cruz e Javier Bardem, mentre Casey Affleck concorre con Company. Mancano invece alcuni film molto attesi dell’industria statunitense, tra cui il nuovo progetto di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, il seguito di The Social Network firmato da Aaron Sorkin e il film di David Fincher legato al personaggio di Cliff Booth. La loro assenza riflette una fase complessa per i grandi studios, tra fusioni, riposizionamenti e nuove strategie distributive.

Una selezione ricca, ma con un problema di rappresentanza

Il punto più critico riguarda la presenza femminile nel concorso principale. Su 20 film, soltanto uno è diretto da una donna: Woman Unknown della regista danese-egiziana May el-Toukhy. La quota è quindi del 5%, il livello più basso registrato negli ultimi anni dalla manifestazione.

Il dato va letto insieme alle candidature ricevute: i lungometraggi di finzione diretti da donne rappresentavano circa il 24% delle opere sottoposte alla selezione, contro quasi il 30% dell’anno precedente. La differenza tra il 24% delle proposte e il 5% dei titoli scelti rende il tema rilevante e destinato ad accompagnare il confronto critico durante il festival.

Premi, giuria e nuove forme del racconto audiovisivo

A decidere il Leone d’oro sarà una giuria internazionale di sette componenti presieduta da Maggie Gyllenhaal. Con lei lavoreranno Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To, un gruppo che riunisce regia, produzione, musica, ricerca accademica e differenti tradizioni cinematografiche.

L’83ª Mostra del Cinema di Venezia guarda inoltre oltre il lungometraggio tradizionale. Venice Immersive presenterà 68 progetti provenienti da 26 Paesi, confermando il peso crescente della realtà estesa e delle narrazioni interattive. Tra concorso, sezioni autonome, restauri, documentari e opere immersive, il Lido resta un luogo in cui il cinema viene osservato come arte, industria e tecnologia. Il valore dell’edizione 2026 dipenderà dalla capacità dei film di trasformare una selezione molto italiana e meno hollywoodiana in un racconto realmente universale.

Questo sito e tutti i suoi contenuti sono interamente generati mediante sistemi di intelligenza artificiale. Le informazioni pubblicate possono contenere errori, inesattezze, omissioni o dati non aggiornati e devono essere verificate prima di farvi affidamento.