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Morto Nelson Mandela, il suo fu un lungo cammino verso la libertà

morte nelson mandela

Il 5 dicembre 2013 Nelson Mandela, da tempo gravemente malato, è morto all’età di 95 anni nella sua casa di Johannesburg, a causa di una grave infezione polmonare che lo insidiava sin dai tempi della sua prigionia. Si conclude così oggi la sua ultima tappa di un viaggio terreno segnato dalla lotta per la libertà e l’uguaglianza, ma il cammino di fratellanza, pace e tolleranza indicato al suo popolo e all’intera umanità resteranno senza dubbio vivi nella memoria per secoli. Mandela, dopo tre secoli di dominazione bianca e 40 anni di dura segregazione razziale, riuscì infatti a porre le basi per una società multirazziale in Sudafrica.

Biografia di Mandela

L’infanzia

mandela da piccoloLa sua vita fu consacrata alla lotta per la libertà, battaglia a cui dedicò ogni energia e che gli costò 27 anni di dura prigionia. Nelson Rolihlahla Mandela è nato a Mvezo, un villaggio vicino Mthatha, nel Transkei, in Sud Africa, il 18 luglio del 1918. Transkei sta per zona al di là del fiume Kei e indica un bantustan, un territorio assegnato alle etnie nere, nella provincia del Capo Orientale.  Transkei fu assegnato dal governo bianco al popolo Xhosa durante l’apartheid, l’epoca della segregazione razziale in Sudafrica, durata dal 1948 al 1990, anno della liberazione di Mandela. Nel 1994 Mandela fu eletto capo dello Stato, entrando nella storia come primo presidente nero del Sudafrica.

Il padre di Mandela, Hendry Mphakanyiswa, apparteneva alla tribù Tembu. Il nome Xhosa di Mandela è Madiba, nome che si portò dietro per tutta la vita. Mandela studiò allo University College di Fort Hare e intraprese gli studi in legge all’Università di Witwatersrand. Trasferitosi a Johannesburg, nel 1944 si unì all’African National Congress, impegnandosi attivamente nella resistenza alle politiche di apartheid del Partito Nazionale. Fu processato per tradimento dal 1956 al 1961 ma fu assolto nel 1961.

L’impegno politico

Dopo la messa al bando dell’ANC nel 1960, Nelson Mandela si batté per la creazione di un’ala militare all’interno dell’ANC. Nel giugno del 1961 la dirigenza dell’ANC prese in considerazione la sua proposta, decretando che chi seguiva Mandela non avrebbe incontrato ostacoli di sorta nell’ANC. Nacque così Umkhonto we Sizwe, la lancia della nazione, il braccio armato dell’ANC.

L’arresto e i 27 anni di prigionia

cella nelson mandela

Mandela fu arrestato nel 1962 e condannato a cinque anni di reclusione e lavori forzati. Nel 1963, quando molti altri leader dell’ANC e della Umkhonto we Sizwe vennero arrestati, Mandela fu processato insieme a loro  con l’accusa di aver complottato  per rovesciare il governo in carica con la violenza. La sua dichiarazione in aula ebbe una grande eco internazionale, rendendo la sua causa famosa in tutto il mondo. Il 12 giugno 1964, otto degli imputati, tra cui Mandela, vennero condannati al carcere a vita. Dal 1964 al 1982 Mandela fu incarcerato nel carcere di Robben Island, al largo di Città del Capo, successivamente venne rinchiuso a Pollsmoor, sulla terraferma, e nel carcere di Victor Verster.

Durante i suoi anni di carcere, la reputazione di Nelson Mandela crebbe costantemente e Mandela divenne il leader nero del Sudafrica, potente simbolo della resistenza contro l’apartheid. Mandela rifiutò più volte infatti di rinunciare alle sue posizioni politiche in cambio della libertà, conscio che la vera libertà va oltre la liberazione dalla catene fisiche ma si ottiene con la lotta, la resistenza, il sacrificio e l’emancipazione.

La liberazione e la fine dell’apartheid

de Klerk e Mandela

Nel 1980 l’ANC, guidata da Tambo, esiliato, condusse una battaglia internazionale contro l’apartheid, focalizzandosi, ingegnosamente, sulla figura di Mandela e sulla sua liberazione. Nel 1988 ben 72 mila persone al Wembley Stadium di Londra parteciparono ad un appello in coro per la liberazione di Mandela, visto da milioni di persone in tv. Il presidente de Klerk, pressato dai leader internazionali, pose fine al bando dell’ANC e liberò Mandela.

Nelson Mandela venne rilasciato l’11 febbraio del 1990, dopo ben 27 anni di prigionia. Dopo il suo rilascio, Mandela ha dedicato ogni minuto della sua vita alla realizzazione degli obiettivi definiti quasi quattro decenni primi dall’ANC.  Nel 1991, in occasione della prima conferenza nazionale dell’ANC dopo il bando del 1961, Mandela è stato eletto presidente dell’ANC, mentre il suo amico e compagno di battaglie, Oliver Tambo, divenne presidente nazionale dell’organizzazione.

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Il premio Nobel per la pace per la lotta all’apartheid e gli anni della presidenza

Nel 1993 Mandela vinse, insieme a de Klerk, il Premio Nobel per la pace per aver posto fine all’apartheid. Nel 1994 e fino al 1999 fu presidente del Sudafrica. Mandela promulgò una nuova costituzione e incoraggiò una serie di riforme per ridistribuire le terre, combattere la povertà e i crimini razziali. Rifiutò un secondo mandato. Il suo successore, Thabo Mbeki, continuò il suo percorso concentrandosi sulla lotta alla povertà e combattendo l’HIV e l’AIDS attraverso la Nelson Mandela Foundation.

Vita privatamandela e la moglie

 mondiali mandelaMandela si è sposato tre volte, è padre di sei figli e ha 17 nipoti e numerosi pronipoti. Madiba sposò la sua prima moglie, Evelyn Ntoko Mase, nel 1944. Divorziò nel 1957, a causa delle sue continue assenze e tradimenti e dell’impegno assiduo nella politica. La coppia ha avuto due figli, Madiba “Thembi” Thembekile (1946-1969) e Makgatho Mandela (1950-2005), e due figlie, entrambe di nome Makaziwe Mandela (note come Maki, nate nel 1947 e nel 1953). La loro prima figlia morì all’età di nove mesi, e così diedero lo stesso nome alla loro seconda figlia in suo onore. Mase è morto nel 2004.

Dalla seconda moglie, Winnie Madikizela-Mandela, ebbe due figlie, Zenani (Zeni), nata il 4 febbraio del 1958, e Zindziswa (Zindzi) Mandela-Hlongwane, nata nel 1960. Zindzi aveva solo 18 mesi quando Mandela venne imprigionato a Robben Island. Mandela e Winnie divorziarono nel marzo del 1996.

Mandela si risposò per la terza volta nel giorno del suo ottantesimo compleanno, nel 1998. La sua terza moglie, Graça Machel Simbine, è la vedova di Samora Machel, il primo presidente del Mozambico, alleato dell’ANC, rimasto ucciso in un incidente aereo dodici anni prima.

Il lungo cammino verso la libertà e Invictus

mano mandelaLa sua autobiografia, A long walk to freedom,  Il lungo cammino verso la libertà, pubblicata nel 1994, è un testo che continua ad ispirare migliaia di persone, popoli e leader, nelle battaglie di ogni giorno per  l’uguaglianza. Nel 1999 Clint Eastwood trasse un film dalla vita di Mandela, ispirato al romanzo Ama il tuo nemico (Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game that Made a Nation) di John Carlin. Mandela venne interpretato magistralmente da Morgan Freeman. Nel film è la voce dello stesso Mandela a recitare l’omonima poesia di William Ernest Henley, versi che alleviarono gli anni della sua prigionia. Ed è così che tutti lo ricorderanno: Invictus.

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

 

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

 

 

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

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Foto: Wikimedia; Nelsonmandela.org

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