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Titanfall, il primo videogioco senza single player

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titanfall solo multiplayer

In epoca moderna i videogiochi escono in tre modalità: tradizionali solo single player, tradizionali in single e multiplayer, oppure MMORPG, ovvero i giochi fatti esclusivamente per giocare online, i quali sono scaricabili solo in formato digitale (e a volte nemmeno necessitano del download) e non hanno una storia in single player. In un periodo di grandi cambiamenti però c’è da aspettarsi di tutto, anche che un videogioco tradizionale esca solo in multiplayer.

Stiamo parlando di Titanfall, una delle esclusive per Xbox One, il quale ha un modo tutto suo per lanciarsi sul mercato. Realizzato da Respawn Entertainment, si tratta di uno sparatutto in prima persona in cui i protagonisti sono i mech, robot futuristici che danno vita ad una battaglia visionaria. Oggi Vince Zampella, grande capo di Respawn, ha presentato il titolo, ed ha lanciato la notizia che nessuno si aspettava: non esisterà una modalità single player. Chiunque acquisterà questo titolo sa già che dovrà pagare anche un abbonamento ad Xbox Live Gold perché dovrà per forza giocarci in multiplayer. Ma come mai?

La teoria di Zampella è alquanto discutibile, dal nostro punto di vista. Secondo la sua ricerca pare che siano pochissimi i videogiocatori che finiscono il gioco in single player. Dai suoi dati si evince che appena il 5% di chi acquista un gioco, poi lo finisce, mentre il restante 95% gioca al primo capitolo, impara i comandi, e poi si getta nell’arena del multiplayer. I numeri sono dalla sua parte: una campagna single player mediamente ci mette 8-10 ore per essere terminata, mentre online i giocatori passano centinaia di ore.

Questo è vero, ma non è detto che siccome passano la maggior parte del tempo, non vogliano avere tra le mani una storia compiuta. La realtà è che mediamente un videogiocatore compra il titolo, lo finisce in poche ore e poi si dedica per mesi al multiplayer. Lo dimostrano anche altre compagnie che realizzano titoli esclusivamente in single player, l’ultimo dei quali è ad esempio Bioshock: Infinite, dove il multiplayer non è stato nemmeno introdotto. La trama tira ancora.

Ma come spiega Zampella nella sua intervista, Respawn è una piccola casa produttrice con solo 60 dipendenti e risorse limitate. Quindi si sono dovuti concentrare sugli aspetti più redditizi, ed al momento questi sono rappresentati dal multiplayer. Buon per loro, ma sicuramente scontenteranno quella gran fetta di pubblico che quando acquista un gioco, e ne inizia la storia, vuol vedere anche come va a finire.

Foto: Titanfall su Facebook

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