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Finanza e dati bancari, cosa cambia con la nuova riforma

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Evasori di tutt’Italia tremate. La Guardia di Finanza è stanca di vedere imprenditori col Ferrari che dichiarano di guadagnare meno di un operaio, e così ora ha realizzato uno strumento rivoluzionario, approvato dal Governo con una legge che entrerà in vigore da lunedì 24 giugno. Si tratta del controllo diretto sui conti correnti. In molti penseranno che siamo arrivati al punto immaginato da Orwell 60 anni fa, ovvero al Grande Fratello che controlla tutto e tutti, come peraltro viene da pensare con la vicenda delle intercettazioni dei giorni scorsi. Ovviamente la vicenda non sta in questi termini.

Ma per capire meglio la situazione, bisogna fare un passo indietro ed analizzare com’è la legge oggi. Gli inquirenti, stando alla legge attuale, effettuano degli accertamenti, fanno controlli incrociati ed indagano su un sospetto evasore e, quando hanno in mano delle prove concrete, chiedono l’autorizzazione ad effettuare dei controlli sul suo conto corrente. Con la nuova legge invece potranno effettuare un percorso inverso, ovvero controllare il conto corrente e poi effettuare altre indagini.

In molti protesteranno perché non vogliono che il Fisco ficchi il naso nei propri conti, ma va specificato che i controlli non saranno a tappeto, ovvero non riguarderanno 60 milioni di italiani. I contribuenti infatti saranno tutelati e l’accesso ai loro conti correnti disciplinato da parametri restrittivi. Tali parametri riguardano una cosiddetta “lista selettiva di contribuenti a maggior rischio evasione”, ovvero si tratterebbe di tutti quei furbi, o presunti tali, le cui dichiarazioni dei redditi risultino perlomeno sospette. In questo caso si spera di risolvere quella vergognosa messa in scena delle dichiarazioni annuali dei finti poveri in cui i gioiellieri risulta che guadagnano meno dei loro dipendenti ed i gestori di discoteche e centri benessere non guadagnano nemmeno un euro.

L’inquirente infatti non potrà decidere ad esempio di entrare nella banca dati del suo vicino di casa perché gli sta antipatico e trovare un’irregolarità con la quale farlo arrestare. Verranno estratti i dati che risultano incongruenti e che segnalano l’indice di rischiosità. Ad esempio se la movimentazione sul conto vede spostare centinaia di migliaia di euro ed il titolare risulta disoccupato, o la sua dichiarazione dei redditi non è congrua, allora ecco scattare i controlli. Tra gli strumenti controllati non ci saranno soltanto i conti correnti, ma anche le carte di credito, i fondi pensione, fondi comuni, gestioni patrimoniali e tanto altro. In pratica ovunque ci siano movimentazioni di denaro.

Per incastrare i furbi inoltre questo strumento sarà retroattivo, cioè non basta che un evasore da oggi cominci a fare il bravo in quanto i primi dati che verranno comunicati ad ottobre riguarderanno l’anno 2011. Entro marzo verranno comunicati quelli del 2012 e così via fino ad arrivare ad ottobre dell’anno prossimo in cui ci si metterà in pari con le annualità. Vedremo se così cambieranno alcune cattive abitudini degli italiani, prima fra tutti, come ha denunciato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, la mancata emissione di uno scontrino su tre.

Foto: © Thinkstock

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