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Brasile, la protesta si gonfia e ci scappa il primo morto

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Aveva appena 18 anni ed è morto perché protestava. È un ragazzo appena maggiorenne la prima simbolica vittima della rivolta brasiliana contro un Governo che, a due anni e mezzo dall’elezione, ha scontentato tutti ed ora gli si chiedono le dimissioni. Dalle trecentomila persone che si calcolava ci fossero nelle piazze nei giorni scorsi siamo passati al mezzo milione di ieri sera. Ormai la protesta è letteralmente fuori controllo.

Stanche della corruzione e della mancanza di sicurezza per le strade del Paese, poche migliaia di persone erano scese per le strade inizialmente a causa dell’organizzazione del Mondiale, la più costosa della storia, che ha sottratto fondi utili per la crescita del Paese. In un secondo momento però l’errore fatto dal Governo è stato di alzare il prezzo dei biglietti degli autobus per fare cassa, e questa mossa ha letteralmente fatto infuriare i brasiliani che sono scesi in piazza in massa. Dopo circa 10 giorni di manifestazioni più o meno pacifiche il presidente Dilma Rousseff ha deciso di ritirare il provvedimento che innalzava il prezzo dei biglietti, sperando che con questo gesto la piazza si calmasse. Ed invece ormai la rivolta era cominciata e fermarla non è così semplice.

Non basterà un risparmio di qualche centesimo per calmare una popolazione ormai infuriata. I manifestanti hanno capito che il Governo è debole e disposto a trattare, e allora adesso chiedono di più. Chiedono più sicurezza, cure garantite per tutte le fasce di reddito, stop all’inflazione, e c’è persino chi arriva a chiedere che non si facciano più i Mondiali previsti per il prossimo anno. Questa manifestazione infatti è costata al Governo brasiliano la bellezza di 11 miliardi di dollari, una cifra spropositata mai registrata prima nella storia della competizione, e a questa somma vanno aggiunti anche altri miliardi che verranno spesi per l’Olimpiade di Rio de Janeiro del 2016. Per chiedere tutto ciò è stata già indetta una manifestazione nazionale per il 30 giugno prossimo, non a caso giornata in cui si disputerà la finale della Confederations Cup.

In tutto questo trambusto ci è scappato il primo morto. Era un ragazzo di 18 anni che era sceso in piazza a Ribeirao Preto, una cittadina a circa 300 km da San Paolo. Dalle immagini dei telefonini, poi messe in rete, si vede un suv che cerca di passare tra la folla inferocita. Il guidatore, forse impaurito dalla massa di persone che battevano contro i vetri della sua auto, ha fatto marcia indietro, ha superato il gruppo più nutrito di persone ed ha sgommato verso un’area libera. Non si è però accorto che sulla sua strada c’era questo ragazzo che è stato investito ed è morto sul colpo. Ed ora diventa ancora più difficile gestire la situazione.

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