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Il Lecce manca la promozione e i tifosi distruggono mezza città

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Il calcio è gioia e anche dolore. Ma purtroppo a volte si trasforma in violenza. Nonostante tutte le misure di sicurezza e le leggi sempre più restrittive, basta una partita andata male, per quanto possa essere importante, a far scattare dentro la testa di centinaia di delinquenti la fiamma dell’ira. Una fiamma che ha incendiato lo stadio Via Del Mare e tutta l’area nei dintorni, e che è costata persino il ricovero per 10 persone, tra le quali anche dei poliziotti.

Eppure nessuno poteva aspettarsi un epilogo del genere. La partita era molto importante, il ritorno della finale dei play-offs tra i padroni di casa del Lecce ed il Carpi. All’andata avevano vinto i modenesi, ma i giallorossi erano i favoriti perché avevano una squadra molto più preparata tecnicamente. La situazione era tranquilla anche perché, grazie alle tifoserie relativamente amiche, alla vigilia le autorità avevano indetto persino una campagna di solidarietà per portare la gente allo stadio, intitolata appunto “porta un amico allo stadio”, in cui si superavano le regole stringenti della tessera del tifoso.

Sembrava dovesse filare tutto liscio, ma al fischio finale della partita, finita 1-1 e quindi con il passaggio del turno del Carpi, è scattato quello che non ti aspetti. Anziché applaudire i propri calciatori ed incoraggiarli a riprovarci il prossimo anno, alcune centinaia di tifosi (si stimano circa 250) si sono spostati verso gli spogliatoi. Lì sono stati contrastati dagli steward che purtroppo se la sono vista brutta visto che sono stati i primi a subire la rabbia di questi scalmanati.

Quando ormai i calciatori erano in salvo chiusi negli spogliatoi, i tifosi si sono riversati per le strade ed hanno avviato una vera e propria battaglia contro le forze dell’ordine. Non che ce l’avessero con i poliziotti, ma era evidente che stessero sfogando tutta la rabbia e la frustrazione dovuta al fatto di dover rimanere un altro anno in Lega Pro, purtroppo però nella maniera sbagliata. A farne le spese sono stati un po’ tutti: steward, giornalisti e, ovviamente, le forze dell’ordine.

Un fuoristrada della polizia è stato dato alle fiamme e due agenti sono finiti in ospedale. Mazze, fumogeni e bombe carta da una parte, lacrimogeni e manganelli dall’altra, hanno fatto il resto. Danneggiate anche auto, strade e vetrine, il tutto per far “pagare” alla società la mancata promozione.

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