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Guerra in Siria, gli USA intervengono al fianco dei ribelli

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Obama ha deciso: è arrivato il momento di intervenire nella guerra in Siria. Domenica prossima al G8 irlandese il presidente degli Stati Uniti parlerà con i suoi alleati e deciderà in che modo aiutare i ribelli contro il regime di Assad. Ma quello che è certo è che qualcosa verrà fatta. A far prendere questa decisione al presidente americano è stata la prova, o presunta tale, della presenza di armi chimiche in Siria, e del loro presunto utilizzo da parte del regime contro i ribelli. A questa ipotesi si oppone la Russia, affermando che le armi chimiche siriane sono come le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein che non sono mai state rinvenute, e che si tratta solo di un pretesto per mettere in moto l’enorme macchina bellica americana.

La situazione però è molto delicata. Anche se l’utilizzo di armi chimiche spinge gli USA all’intervento, Obama vuole evitare un nuovo Iraq in cui fa entrare le sue truppe, al costo anche di migliaia di vite visto che Assad è ben armato ed è supportato dalla Russia, senza vedere la fine della guerra. Per questo ora si stanno vagliando diverse opzioni. La più soft è di fornire armi ai ribelli. Le altre aggiungono anche l’utilizzo dei droni, l’istituzione di una no-fly zone che comprenda anche i Paesi limitrofi, e persino l’intervento con le truppe di terra. Dopotutto gli Stati Uniti ci metterebbero davvero poco visto che da Israele e dal Medioriente le truppe arriverebbero in fretta. Per non parlare delle basi in Europa.

A spingere verso un intervento completo sono i repubblicani che hanno paura che, venendo a mancare un apporto completo degli americani, alla fine la parte dei “buoni” la farebbero i fondamentalisti che stanno aiutando i ribelli. E se arrivassero armi americane alle truppe di opposizione, c’è il fondato pericolo che prendano la strada sbagliata, andando poi a rinforzare le truppe dei terroristi che potrebbero usarle proprio contro gli obiettivi americani.

Quel che è sicuro è che, con il supporto o meno degli alleati, gli USA forniranno armi ai ribelli perché con l’entrata in campo di Russia, Hezbollah e Iran i lealisti sono diventati troppo più forti dei rivali. In particolare invieranno missili anti-aerei e armi anti-carro perché è molto probabile l’utilizzo di carri armati russi, ma ad ogni modo per avere la certezza bisognerà attendere la prossima settimana.

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