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Turchia, la protesta si è trasformata in rivolta

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proteste piazza taksim

Quello che in molti temevano sta accadendo. La Turchia si sta trasformando nella nuova Siria. Con la differenza che la Siria è un piccolo Paese di scarso peso internazionale, la Turchia è una polveriera centrale nelle politiche mondiali. Proprio ieri il Premier Erdogan era stato chiaro ed aveva minacciato le persone che protestavano, affermando che la sua pazienza aveva un limite. Questa notte il limite è stato raggiunto e si è passati alla forza.

Piazza Taksim è infatti stata invasa da centinaia di poliziotti che, in tenuta anti-sommossa, hanno cominciato ad usare gas lacrimogeni e potentissimi getti d’acqua per disperdere la folla. Esattamente come è iniziata la rivolta anche in Siria. I manifestanti però non si sono fatti trovare impreparati ed hanno risposto lanciando addirittura le molotov. La guerra civile sembra ormai alle porte.

Dopotutto i militari non fanno nulla per evitare di esasperare gli animi, come dimostrano i carri armati schierati contro i manifestanti. Per adesso si tratta solo di mostrare i muscoli, ma quanto potrà mantenersi su questo piano la situazione? La risposta delle autorità per ora si mantiene sui canoni del dialogo. A tentare di mediare è il governatore di Instanbul che afferma di non voler portare via con la forza nessuno dei manifestanti né dal Gezi Park, dove tutto è iniziato, né da piazza Taksim. L’obiettivo delle ruspe e dei poliziotti è solo di rimuovere i cartelli e le immagini di protesta dalla strada. Ma questo gesto di certo non potrà servire a calmare gli animi. Tutt’altro.

Molto meno diplomatico è il vice-premier Arinc. Attraverso la tv di Stato ha intimato i manifestanti di lasciare la piazza entro il fine settimana, oppure considererà ogni forma di protesta un atto anti-governativo da combattere con la forza. A questo punto la situazione potrebbe precipitare e dagli attuali 3 morti si potrebbe arrivare a qualcosa di molto peggio. Erdogan intanto si è fatto sentire ed ha proposto un incontro con i capi della protesta. Da politico navigato qual è cercherà sicuramente un’intermediazione, ma considerando che i cittadini vogliono le sue dimissioni, sembra ci sia ben poco margine di manovra.

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