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Confederations Cup 2013, i convocati dell’Uruguay

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Due anni fa l’Uruguay sembrava una squadra che doveva spaccare il mondo (calcistico, s’intende). Oggi è una nazionale in difficoltà e forse questa Confederations Cup arriva nel momento giusto, in modo da permetterle di recuperare un po’ di autostima. La nazionale sudamericana dopotutto ha sempre avuto alti e bassi, è in grado di sconfiggere l’Argentina ma poi di perdere contro la Bolivia, ma quando ha avuto la possibilità di misurarsi in una competizione importante come questa, ha sempre risposto alla grande.

Mai come quest’anno l’albiceleste parla italiano. Dei 23 giocatori convocati da Oscar Tabarez (anche lui nostra vecchia conoscenza) ce ne sono 8 che giocano in Italia, più altri quattro che in Serie A ci hanno militato fino a pochi anni fa. Dopotutto le convocazioni mostrano anche quanto il movimento calcistico uruguagio sia calato visto che i calciatori di casa sono appena tre. Questi i convocati ufficiali:

PORTIERI: Fernando Muslera (Galatasaray), Martin Silva (Olimpia), Juan Castillo (Danubio)
DIFENSORI: Carlos Valdez (Penarol), Diego Lugano (Malaga), Diego Godin (Atletico Madrid), Sebastian Coates (Liverpool), Martin Caceres (Juventus), Mathias Aguirregaray (Penarol), Maxi Pereira (Benfica), Alejandro Silva (Olimpia)
CENTROCAMPISTI: Alvaro Gonzalez (Lazio), Alvaro Pereira (Inter), Arevalo Rios (Palermo), Diego Perez (Bologna), Walter Gargano (Inter), Sebastian Eguren (Libertad), Cristian Rodriguez (Atletico Madrid), Gaston Ramirez (Southampton), Nicolas Lodeiro (Botafogo)
ATTACCANTI: Luis Suarez (Liverpool), Edinson Cavani (Napoli), Abel Hernandez (Palermo), Diego Forlan (Internacional), Christian Stuani (Espanyol).

I piedi buoni sicuramente non mancano, in particolare in attacco dove la sola coppia Suarez-Cavani è valutata in questi giorni sul mercato circa 120 milioni di euro. Il problema è però molto spesso psicologico dato che, seppur tecnicamente molto forti, molti di questi giocatori non sono abituati a giocare ad alti livelli, e quando lo sono comunque lasciano spesso trasparire nervosismo e poco gioco di squadra. Un bel problema che neanche un tecnico di grande esperienza come Tabarez è riuscito a risolvere.

L’ex allenatore di Milan e Cagliari schiererà la sua nazionale con l’ormai tradizionale 4-3-3 che gli ha permesso di vincere la Coppa del Sudamerica con Muslera titolare, la linea dei difensori composta da M. Pereira, Lugano, Godin e Aguirregaray; Gargano, Lodeiro e Alvaro Pereira centrali e poi il tridente irremovibile formato da Forlan, Cavani e Suarez. La fortuna dell’Uruguay è di essere capitato nel girone “facile” (se a questi livelli si può parlare di girone facile). Oltre ai campioni del mondo della Spagna infatti, l’albiceleste si troverà di fronte Thaiti e Nigeria, due nazionali che di certo non fanno paura. Il livello calcistico di Tahiti, con tutto il rispetto, è rivedibile, quello della Nigeria è buono ma i primi ad essersi sorpresi di aver vinto la coppa d’Africa sono proprio i nigeriani che sapevano benissimo di essere tecnicamente inferiori ad altre nazionali come il Ghana o la Costa d’Avorio. L’Uruguay esordirà domenica 16 giugno contro la Spagna.

Foto: jikatu su Flickr

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