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Dichiarazioni dei redditi, gioiellieri più poveri dei loro dipendenti?

controlli guardia di finanza

Ha ragione Maurizio Crozza quando dice che l’Italia è il Paese delle meraviglie. Solo nel Paese delle meraviglie un imprenditore può decidere di investire tutto ciò che ha per far arricchire gli altri. Almeno secondo il fisco. Come ogni anno dalle dichiarazioni dei redditi risulta che ci sono non poche anomalie. In Italia si dice che chiunque può evadere evade, e soltanto chi non può farlo dichiara tutto fino all’ultimo centesimo. Siamo d’accordo che le tasse sono eccessivamente alte, ma certe dichiarazioni dei redditi sembrano davvero una presa in giro.

I dati di riferimento sono quelli del 2011, e dimostrano che alcune categorie di professionisti che non possono evadere perché le loro prestazioni sono scaricabili e denunciabili, come ad esempio i notai, gli avvocati o i medici, dichiarano tutto, o quasi, quello che guadagnano. Così un notaio medio percepisce 315 mila euro l’anno, circa 26 mila euro al mese, un farmacista poco più di 100 mila euro all’anno, un medico quasi 70 mila ed un avvocato 58.700 euro. Chi invece può fare il furbo perché le sue prestazioni non possono essere verificate con i controlli incrociati, ecco che coglie la palla al balzo.

Chiariamo subito: certamente ci saranno migliaia di professionisti onesti che dichiarano fino all’ultimo centesimo, ma vedendo gli studi di settore significa anche che per tenere la media così bassa c’è chi non dichiara nulla al fisco. Capita così il paradossale caso dei gioiellieri che, forse a causa della crisi, vendono talmente poco da dichiarare 17.300 euro all’anno, circa 1500 euro al mese, ovvero più o meno quanto prende un commesso della loro stessa gioielleria. Questo è un caso che fa scalpore perché si sta parlando di un settore del lusso. Ma la situazione è anche peggiore in altri settori.

Gli istituti di bellezza, quasi sempre pieni e con prezzi esorbitanti, secondo la Guardia di Finanza nel 2011 hanno dichiarato mediamente 7200 euro all’anno. Possibile che in un mese questi istituti siano arrivati ad incassare non più di 600 euro? Ma se questa è la cifra che guadagna la singola estetista, mantenendosi bassi visto che spesso lo stipendio è anche più alto, possibile che questi istituti vadano in perdita? E che dire dei negozi di scarpe e di abbigliamento che dichiarano di guadagnare mediamente 540 euro al mese? Basta andare in uno di questi grandi negozi per scoprire che basta vendere un paio di scarpe Gucci o una borsa Luis Vitton per guadagnarli. Per non parlare di chi dichiara di andare persino in perdita come le discoteche, o chi dichiara appena 400 euro all’anno come i gestori degli impianti sportivi (ricordo che per affittare un campo di calcetto si paga tra i 50 ed i 100 euro per un’ora soltanto).

Siamo come al solito alla classica commedia all’italiana fatta di gente che quando può fa la furba. Per capire che c’è qualcosa che non va basti dire che un terzo di coloro che hanno acquistato nel 2011 un’auto superiore ai 185 Kw dichiarava di guadagnare meno di 20 mila euro in un anno. Cioè guadagnava meno di quanto gli costava l’auto. Lo stesso dicasi per i possessori di barche: il 42% guadagna (secondo il fisco) meno di 20 mila euro. Certo, questi dati fanno riferimento a prima dell’inasprimento delle norme voluto dal Governo Monti, ma siamo curiosi di sapere se i dati del prossimo anno saranno tanto differenti rispetto a questi.

Foto: © Thinkstock

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