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Aerei da guerra, PD e PDL boicottano la mozione per bloccarne l’acquisto

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Quest’anno l’Italia avrà bisogno di 4 miliardi di euro non per abbassare le tasse o per fornire servizi ai cittadini, ma per comprare degli F-35, aerei da guerra. Contro chi siamo in guerra però ancora non si è capito. La questione è una di quelle che hanno tenuto banco durante la campagna elettorale in cui tutti i partiti avevano promesso di tagliare le spese militari. Non quelle per mantenere il nostro esercito che, per garantire un minimo di sicurezza, serve sempre. Ma per comprare mezzi sempre più tecnologicamente avanzati.

Qualche anno fa il nostro Paese aveva assunto l’impegno di acquistare 90 aerei da guerra per un costo totale di ben 12,9 miliardi di euro. Una cifra spropositata, un terzo circa di un’intera manovra finanziaria, che in un periodo di ristrettezze come questo sembrava assurdo continuare a finanziare. Tutti i partiti in campagna elettorale avevano promesso di tagliare queste spese, ma una volta che si è insediato il Governo, sono spariti.

A prendere l’iniziativa ci hanno pensato gli eletti del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia e Libertà che hanno realizzato una mozione per chiedere che questa transazione non vada in porto. E tanto per cominciare si cominci a non pagare la tranche di quest’anno di 4 miliardi di euro. Questi soldi infatti, come fa notare la deputata 5 Stelle Maria Edera Spadoni, sono esattamente quelli che servirebbero per togliere l’Imu sulla prima casa o per mettere in sicurezza le scuole, aggiungendo 3000 asili nido. Ma sono anche la metà della somma totale che serve per introdurre il reddito minimo di cittadinanza, o potrebbero finanziare per 4 anni la cassa integrazione.

In un momento simile, la ragione vorrebbe che i parlamentari si affrettassero a firmare questa mozione. Ed invece, a parte quelli del M5S e di SEL, soltanto 13 rappresentanti del Partito Democratico hanno aderito. Secondo quanto riporta La Stampa, ce ne sarebbero altri 20 che avrebbero voluto aderire, se non fossero arrivati ordini dall’alto che li hanno bloccati. E non solo. Persino quei 13 che hanno firmato non si sono presentati in conferenza stampa, probabilmente per non doversi trovare nell’imbarazzo di spiegare il motivo per cui i loro colleghi hanno deciso di continuare sulla linea della belligeranza.

Ma perché soltanto 160 parlamentari hanno firmato l’atto? La spiegazione la fornisce il Ministro della Difesa Mario Mauro secondo cui i cacciabombardieri sono “uno strumento di pace”. C’è qualcosa che non torna. Non a caso le petizioni realizzate finora per chiedere alla politica di non acquistare gli F-35 hanno raggiunto qualcosa come 80 mila firme. Non pensiamo ci siano 80 mila italiani che vogliono la guerra. Peraltro l’Italia è già in possesso di aerei simili, e l’acquisto di altri sembra essere davvero insensato.

Foto: © Thinkstock

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