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Guerra in Siria, la Russia interviene in favore del regime

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guerra in siria

Anche se non si può parlare di Guerra Mondiale, siamo vicini a qualcosa che le somiglia, anche se il terreno di battaglia non è l’intero pianeta ma un solo Paese sempre più martoriato: la Siria. Tra 3 giorni scade l’embargo sugli armamenti ai ribelli e Gran Bretagna e Francia non sono intenzionati a riconfermarlo. Senza l’unanimità non ci può essere l’embargo, e così questi due Paesi stanno già preparando dei pacchi regalo per i ribelli in modo da armarli per riequilibrare le forze in campo con quelle del regime di Bashar Al-Assad.

Ma c’è un’altra super potenza che non vede di buon occhio questa scelta ed è la Russia. Putin ha lasciato intendere che vuole far arrivare Assad alla conferenza di Ginevra, quella che dovrebbe sancire la pace (si spera) in una posizione di forza e non di pareggio. Per questo ha annunciato di voler fornire armi al regime, tra cui mezzi anti-aerei per scongiurare eventuali interventi di altri Paesi. Ma gli israeliani non ci stanno perché temono che questi mezzi, una volta finita la guerra, potrebbero finire nelle mani di Hezbollah che potrebbe usarli contro Israele. In tutto questo mancano due grandi protagonisti: gli Stati Uniti e la Cina.

Gli americani in un primo momento avevano completamente sottovalutato la questione, pensando che si sarebbe risolta da sola nell’arco di pochi mesi come accaduto ad esempio in Egitto. Dopodiché hanno affidato la questione nelle mani degli alleati europei, ed ora che la Gran Bretagna vuole intervenire, gli USA rimangono ancora interdetti perché intervenire significherebbe favorire un gruppo di persone che sono in gran parte manovrate da fondamentalisti islamici contro un dittatore che, se non è filo-Occidentale, è qualcosa che gli somiglia.

La Cina invece per adesso rimane in disparte. Impegnato a far ragionare Kim Jong-un che voleva scatenare una guerra nucleare fino a qualche mese fa, ora il Governo cinese osserva da lontano l’evolversi della situazione e non sembra intenzionato ad intervenire, almeno finché non verranno coinvolti altri Paesi come l’Iran che pure vorrebbe intervenire in favore del regime, ma d’altra parte non potrebbe schierarsi contro la fazione islamica che sostiene i ribelli visto che, nel caso in cui vincesse Assad, gli islamisti che governano proprio in Iran ed in Libano verrebbero schiacciati.

Probabilmente è proprio questo paradosso che sta bloccando l’intervento degli altri Paesi. E l’Italia? Il Ministro degli Esteri Emma Bonino andrà a Ginevra cercando di convincere i Paesi ribelli a confermare l’embargo, ma da parte sua ha dichiarato che l’Italia non invierà armi a nessuno. Una posizione lecita anche perché nessuno ha tenuto conto che dietro molti gruppi di ribelli c’è Al-Qaeda, e chi ci assicura che le armi che mandano gli Occidentali poi non prendano la strada sbagliata?

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