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La Casta annuncia taglio di 8,5 milioni di spese, ma poi se ne riassegna 57

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Siamo alle solite, degne della commedia all’italiana. Peccato che ci sia ben poco da ridere. Oggi sul sito della Camera viene ufficializzata l’entrata in vigore della normativa che impone alla cosiddetta “casta”, quella dei parlamentari, di tagliare sprechi e privilegi. Un totale di 8,5 milioni di euro che dovrebbero servire per dare un segnale forte ai cittadini e dimostrare che anche i potenti in questo periodo stringono la cinghia. Con molto meno clamore invece il Fatto Quotidiano ha scoperto che i soldi che dall’altra parte entrano nelle casse dei partiti sono molti di più.

Una parte di essi serve per le spese correnti che non possono non essere sostenute come quelle dei dipendenti, degli addetti stampa, consulenti e quant’altro. Ma davvero servono 57 milioni di euro all’anno? Andiamo con ordine. Secondo quanto riportato oggi sul sito ufficiale, il taglio previsto sarà di 5,5 milioni per quanto riguarda i titolari di cariche interne. Tra queste voci rientrano i risparmi già annunciati dai presidenti delle camere di voler fare a meno dell’ufficio di rappresentanza in pieno centro, riduzione del 30% delle indennità di carica, taglio dei rimborsi delle spese telefoniche, riduzione delle spese per il personale dei deputati, soppressione degli scandalosi rimborsi forfettari (si potranno ottenere i rimborsi soltanto con i famosi scontrini), taglio delle auto blu e del 30% dello stipendio del Presidente Boldrini (lo stesso ha annunciato di voler fare anche Grasso). A questi soldi vanno aggiunti altri 3 milioni di risparmio che derivano dal fondo unico dei parlamentari.

Una montagna di denaro che però va a coprire soltanto parzialmente quella che entra con molto meno clamore. Si tratta di 22 milioni di euro che entrano al Senato e 35 alla Camera per i cosiddetti “costi di gestione”. Come dicevamo, parte di questi servono per coprire le spese inevitabili come quelle dei dipendenti. Ma diventa evidente che gli impiegati, compresi anche rimborsi molto larghi previsti per i parlamentari stessi, non costano 57 milioni di euro all’anno. Su questo punto il questore del Movimento 5 Stelle Laura Bottici è stata chiara: spenderemo quello che serve ed il resto verrà restituito. Ma davvero lo faranno anche il Pd, il Pdl e gli altri gruppi parlamentari?

Un aspetto positivo, che è diventato definitivo anche per gli anni a venire, è che tutte le spese devono essere rendicontate. Secondo quanto scritto sul sito della Camera, una società di revisione certificherà i rendiconti di ogni parlamentare ed i rimborsi verranno erogati soltanto quando viene dimostrata la regolarità della richiesta. Inoltre ogni spesa, anche la più piccola, verrà pubblicata sul sito internet della Camera, e quindi ognuno potrà vedere come verranno spesi i nostri soldi. E soprattutto se quei 57 milioni verranno spesi per scopi politici o se per comprare lauree o yacht.

Foto: © Thinkstock

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