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Finanziamento pubblico ai partiti verrà abolito, l’annuncio di Letta

abolizione finanziamento pubblico

Il Premier Enrico Letta ha annunciato che il finanziamento pubblico ai partiti sarà abolito. Ieri in un tweet si è spinto molto oltre rispetto a quanto aveva fatto qualunque suo predecessore, ed ha scritto:

Nel cdm oggi trovato l’accordo su abrogazione finanziamento pubblico dei partiti. Ora la ragioneria deve preparare le norme fiscali del ddl.

Un’ottima notizia per milioni di cittadini che, in un periodo di crisi simile, vedono i partiti politici continuare ad arricchirsi con rimborsi esorbitanti. In particolare dopo le ultime vicende riguardanti soldi che prendevano le strade della Tanzania, dei diamanti, delle case e degli yacht. Attenzione però perché per adesso si tratta solo di un tweet e non è ancora legge.

Tanto per cominciare, bisognerà mettere d’accordo tutti i partiti di maggioranza, e non è semplice. Sia nel PD che nel PDL non tutti sono convinti che sia giusto abolire il finanziamento, che oggi passa come rimborso elettorale, e così le varie anime cominciano a riscaldarsi. Secondo la legge proposta dal Premier, non ci sarebbe più il rimborso fisso stabilito per ogni voto preso, ma dallo Stato non entrerebbe più nulla nelle casse del partito che si autofinanzierebbe con le donazioni dei privati, ovviamente tracciabili, e con le donazioni attraverso il 5×1000 da parte dei cittadini.

Le polemiche sicuramente non sono mancate. Nel PDL infatti c’è da una parte Angelino Alfano che rivendica la paternità di questa legge, già prevista nel programma elettorale, e chi invece come Cicchitto che parla di favore alle lobby che così possono controllare meglio un partito.

Come al solito in Italia si passa da un estremo all’altro. Il risultato finale, a regime, sarà che quattro o cinque lobbies, quale che sia la loro regolamentazione spadroneggeranno in Parlamento, negli Enti Locali e nel Paese

spiega il portavoce del Popolo delle Libertà, forse dimenticandosi che il suo partito è già una lobby, visto che il leader è il più importante imprenditore italiano. Ma nemmeno dall’altra parte le cose vanno per il verso giusto. L’attuale segretario del Partito Democratico, Epifani, spiega che per lui il finanziamento pubblico ai partiti è una cosa giusta perché c’è in tutta Europa. Semmai bisognerebbe agire con maggiore sobrietà in materia finanziaria per fronteggiare la crisi del Paese. Tradotto potrebbe significare “riduciamo il finanziamento, ma manteniamolo”.

Come sempre radicale la posizione del leader del Movimento 5 Stelle. Per Beppe Grillo infatti questa nuova proposta è l’ennesima presa i fondelli in quanto tra redazione della legge, discussioni, regolamenti ed altri iter lunghissimi, alla lunga non se ne farà niente, ma questo annuncio serve solo per dare un vantaggio elettorale a PD e PDL che in questo fine settimana sono impegnati in alcune dispute, la più importante delle quali è l’elezione del sindaco di Roma. Per il comico non serve fare leggi e leggine, basta rinunciare al finanziamento come ha fatto il suo Movimento.

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