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Il metodo Stamina diventa legge

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Nuovo passo in avanti della legislazione italiana sul campo delle cellule staminali. Il metodo Stamina, quello inventato dal dottor Vannoni e diventato famoso grazie all’impegno del programma di Italia 1 Le Iene, è diventato legge. Dopo anni di battaglia e di polemiche, ieri il Parlamento ha approvato la legge che autorizza gli ospedali italiani ad applicarlo. Una grande vittoria per Vannoni che ha ottenuto anche un finanziamento di 3 milioni di euro per una sperimentazione di 18 mesi.

Ma in cosa consiste il metodo Vannoni? Si tratta di una cosiddetta terapia compassionevole, ovvero una di quelle terapie che vengono adottate per una persona affetta da una malattia neurodegenerativa rara per cui non c’è una cura che possa farla guarire, la quale rallenta il percorso della malattia e permette al paziente di riacquistare alcune delle funzioni perdute come ad esempio la capacità motoria. Per farlo utilizza le cellule staminali che da anni sono al centro del dibattito scientifico-etico tra chi vuole continuare la ricerca con questi metodi innovativi, e chi invece, con la motivazione dell’eugenetica (la selezione artificiale della razza umana) vi si oppone.

Il principale ostacolo a questo metodo è stato l’essere considerato inutile. Il professor Vannoni infatti è stato accusato, tra le altre cose, anche di truffa perché secondo il Ministero della Sanità questa terapia non faceva guarire il paziente e quindi il suo ideatore l’avesse introdotta solo per poterci speculare. Ma Vannoni ha sempre ribadito che la sua associazione è senza scopo di lucro e che i suoi pazienti (che peraltro sono quasi sempre bambini) sono curati gratuitamente.

A sollevare il polverone poi ci si è messo anche Giulio Golia delle Iene che ha portato avanti una battaglia in favore di Stamina per mostrare all’Italia gli effetti positivi che sono stati ottenuti sui piccoli pazienti che sono stati curati negli ultimi mesi. Da qui è montata la protesta fino al decreto legge dell’ex Ministro Balduzzi che autorizzava la pratica. E arriviamo ad oggi quando il decreto è stato tramutato in legge quasi all’unanimità (259 sì, 2 no e 6 astenuti). Adesso il metodo Stamina può essere applicato in tutti i casi previsti, ma rientra sotto il controllo dell’Agenzia Italiana del Farmaco che nei prossimi 18 mesi seguirà l’intero iter della sperimentazione. Sicuramente non mancheranno le polemiche anche in futuro, ma almeno d’ora in avanti le famiglie che vorranno far curare i propri cari con questo metodo non saranno costrette a battaglie legali.

Foto: © Thinkstock

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