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Nuova legge elettorale, spuntano le prime proposte

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La Corte Costituzionale ha annunciato qualche giorno fa di voler prendere in esame il cosiddetto Porcellum, o legge Calderoli, per evidenti profili di incostituzionalità. Stiamo parlando della legge elettorale con cui abbiamo già votato tre volte e che, se il Governo dovesse cadere oggi, useremmo per votare di nuovo. La questione è spinosa perché se da una parte esistono alcuni punti chiave della legge che sono palesemente incostituzionali (è incredibile che se ne accorgano solo ora a quasi 10 anni dall’entrata in vigore), dall’altra l’abrogazione della legge attuale non fa entrare automaticamente in vigore quella precedente, lasciando così un vuoto legislativo molto pericoloso.

Per questo le varie anime del Governo stanno tentando di trovare una soluzione. Soluzione che secondo l’ex Ministro Brunetta sarebbe a portata di mano.

Si è trovato un accordo oggi al vertice per fare una riforma minimalista che ricostituzionalizzi il Porcellum in base a quanto evidenziato dalla Cassazione e dalla Corte costituzionale

ha dichiarato l’esponente Pdl. Ma cosa hanno evidenziato questi due organi? In sostanza ci sono due nodi chiave da sciogliere: il premio di maggioranza spropositato alla Camera ma inesistente al Senato e l’assenza delle preferenze. Su questo secondo punto ci sarà ancora molto da lavorare perché i parlamentari non sono d’accordo neanche all’interno degli stessi partiti sul ristabilire o meno le preferenze. Sull’altro invece siamo molto vicini ad un accordo.

La proposta del Centrodestra è di assegnare il premio di maggioranza soltanto al partito che raggiunge il 40%. E vista la situazione attuale in Italia sembra impossibile visto che il primo partito, il Movimento 5 Stelle, ha raggiunto il 25,5%; la controproposta del PD, fatta dalla senatrice Finocchiaro, è di ripristinare la vecchia legge elettorale ma con il premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 40%. Ma anche in questo caso non funzionerebbe perché la coalizione che ha preso più voti nelle ultime elezioni, il Centrosinistra, non ha raggiunto nemmeno il 30%. Per questo la proposta che sembra più consona, e che si avvicina anche alla riforma “minimalista” segnalata da Brunetta, è quella proposta dal democratico Bressa, ovvero soltanto “emendare” il Porcellum, alzando la soglia del premio di maggioranza e non darlo a chi arriva primo.

Il problema principale però è che Berlusconi per ora non ne vuole sentire parlare. La priorità per il Cavaliere non è riformare la legge elettorale, ma l’intero arco costituzionale che si occupa del Governo, puntando ad una riforma presidenzialistica che invece al PD non interessa. Ancora una volta siamo di fronte ad uno stallo.

Foto: © Thinkstock

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