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No grandi navi a Venezia, nuova battaglia contro i mostri in laguna

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no grandi navi a veneziaIl Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune ha indetto per il 7, 8 e 9 giugno prossimi una grande mobilitazione contro le Grandi Opere. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema delle grandi opere inutili per il Paese, dal TAV al MUOS al Ponte sullo Stretto, e nel caso specifico di Venezia contro il MOSE e le grandi navi, queste vere e proprie città galleggianti che adombrano di rischi e tragedie sfiorate l’immenso patrimonio culturale di Venezia. Le navi da crociera, nonostante quanto accaduto a l’Isola del Giglio, continuano infatti a sfiorare luoghi di alto pregio culturale nell’indifferenza delle istituzioni. Il Comitato No Grandi Navi a Venezia si batte da tempo per denunciare i rischi che corre la città e prevenire la tragedia, non piangere sul latte versato solo a danno compiuto come spesso fanno i rappresentanti del Governo.

L’UNESCO aveva chiesto provvedimenti urgenti al Governo italiano per tutelare maggiormente Venezia, la laguna e Piazza San Marco, patrimonio dell’UNESCO. L’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva promesso, all’indomani della tragedia della Costa Concordia, un provvedimento contro le grandi navi in laguna. Ma interessi economici forti si contrappongono ai comitati dei cittadini più consapevoli che chiedono di tenere fuori le grandi navi da Venezia per diverse ragioni, tutte importanti:

  • Il rischio di incidenti che potrebbero danneggiare irreparabilmente Piazza San Marco e i suoi monumenti.
  • L’inquinamento prodotto dalle navi da crociera che minaccia la salute dei cittadini e lo stato di conservazione di palazzi e monumenti.
  • L’impatto estetico e la bruttura di queste grandi navi che superano in altezza i campanili più alti della città e sembrano avere ancorata Venezia, offuscando la visuale.
  • L’inquinamento acustico e il continuo trambusto proveniente dalle discoteche e dagli annunci commerciali sbraitati sulle navi, chiasso che disturba gli studenti durante le ore di lezioni e i cittadini fino a tarda notte. Mentre sulla terraferma vigono i divieti più severi sulla musica e il rispetto della quiete pubblica, a pochi centimetri dalla riva ogni regola viene infranta.
  • I danni alle fondamenta della città provocati dalle grandi navi.

Di seguito un passaggio cruciale dell’appello del Comitato No Grandi Navi che dà l’idea dell’enormità del problema e del grave rischio che sta correndo Venezia, nell’indifferenza delle istituzioni:

navi crociera inquinamento veneziaPer chi invece non conosce da vicino la nostra città, per chi non avesse mai assistito all’orrida sfilata di questi mostruosi giganti marini, è possibile fare dei paragoni: immaginiamo una sorta di Corviale semovente che ogni giorno si muove su e giù da Via dei Fori Imperiali a Piazza San Pietro. La sproporzione risulterebbe lampante, ma il problema non è certo solo di natura estetica. Immaginiamo ancora qualche centinaio di pullman turistici stipati tra Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi mentre attendono, con il motore acceso per tutto il giorno, la fuoriuscita dei turisti al termine della visita degli Uffizi. Senza contare che il carburante utilizzato dalle navi da crociera è inquinante circa tremila volte più di quello di un’autovettura. Si calcola che le emissioni di ognuna di queste navi siano pari a quelle prodotte da quattordicimila automobili. Venezia non è destinata a scomparire per sua natura, per un destino ineluttabile e crudele, ma dalle precise scelte di istituzioni lontane attente solo agli interessi che ne stanno firmando la condanna a morte.

Foto: Comitato No Grandi Navi; GlobalProject.info

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