Imu, ecco cosa cambia con la rata di giugno

di Onofrio Marco Mancini
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Il primo provvedimento concreto preso dal Governo Letta è la sospensione della rata di giugno dell’Imu. Attenzione a prendere bene in considerazione la parola “sospensione” e non “cancellazione” in quanto se entro settembre non fossero trovate le risorse per coprire i circa 2 miliardi che vengono a mancare con questa tassa non riscossa, alla fine dovrà essere ugualmente versata. Ma cosa cambia e chi ne trae vantaggio?

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In sostanza la rata di giugno non verrà più pagata dal proprietario della prima casa che non ha superato i 400 euro di Imu nella rata di giugno 2012. Rientrano in questa categoria l’85% degli immobili, ovvero tutte le prime case tranne le ville, i castelli e gli immobili di pregio. In questo contesto rientrano anche i terreni agricoli, i fabbricati rurali e le cooperative edilizie, ma non i capannoni industriali che però potranno detrarre (o almeno questa è la proposta non ancora ratificata) la rata Imu dalla quota dell’Ires (Imposta sul Reddito delle Società) che dovranno pagare successivamente.

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Chi invece ha una seconda casa o fabbricati ad uso commerciale non solo dovrà pagare l’Imu su questi immobili, ma la pagherà anche più alta rispetto a prima. Non tantissimo, ma sicuramente si supererà la quota dell’1% di qualche decimale (oggi si parte dallo 0,76%). Secondo le previsioni questa tassazione non dovrebbe più cambiare, nel senso che almeno finché non ci saranno tempi migliori per il fisco italiano (quindi tra diversi anni) almeno l’Imu sulla seconda casa e sulle prime di pregio rimarrà invariata. Solo quella sui capannoni industriali il prossimo anno potrebbe essere rivista, magari riducendola se non si riesce ad eliminarla, ma almeno per quest’anno bisognerà pagarla.

Foto: © Thinkstock

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