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Sistema di raffreddamento a energia solare mantiene cibi e casa freschi

Un innovativo sistema di raffreddamento a energia solare, presentato nei giorni scorsi all’International Congress of Solar Energy, in Germania, permetterà di rinunciare al condizionatore in estate e di mantenere in fresco i cibi e le medicine nelle aree della Terra ancora sprovviste di accesso alla rete elettrica. L’invenzione è opera della ricercatrice messicana Susana Elvia Toledo Flores.

La scienziata ha inventato il sistema di raffreddamento a energia solare nei laboratori del Dipartimento di Ricerca sulle Zeoliti, presso l’Istituto di Scienza della Meritorious University of Puebla (BUAP). L’impianto di raffreddamento sfrutta la radiazione solare. Il ciclo di assorbimento-deassorbimento termodinamico si compie in sole 24 ore. Il sistema impiega come materiale assorbente la zeolite e come refrigerante il metanolo. Due materie prime ampiamente disponibili e a basso costo.

Nel corso del giorno la zeolite viene riscaldata dall’energia solare e accumula calore. Il refrigerante si condensa. Di notte la zeolite si raffredda. A causa di un calo di pressione, il refrigerante evapora e viene assorbito dalla zeolite. Questo processo consente di mantenere la temperatura sui 5° C, senza dispendio di energia.

Un sistema di raffreddamento a energia solare amico dell’ambiente e del portafoglio

Il sistema di raffreddamento a energia solare presenta notevoli vantaggi anche sotto il profilo ambientale perché non richiede l’utilizzo di clorofluorocarburi, sostanze responsabili del buco dell’ozono e dell’effetto serra, ampiamente utilizzate negli impianti di refrigerazione in commercio oggi.

Il prototipo sviluppato dalla ricercatrice messicana consta solo di un pannello assorbente, di un collettore solare, di un condensatore e di un evaporatore. Componenti limitate ed economiche che ne rendono competitiva la produzione su scala industriale. Il sistema di raffreddamento a energia solare potrà essere impiegato per sostituire i condizionatori in estate, scongiurando il rischio di black-out causati dalla richiesta di elettricità troppo alta, e nei campi profughi, dove è difficile mantenere inalterati i medicinali e conservare i cibi deperibili a causa della mancanza di accesso alla rete elettrica. Secondo Susana Elvia Toledo Flores, il dispositivo potrebbe migliorare la qualità della vita di migliaia di persone.

Fonte e Foto: AlphaGalileo

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