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Imu e giustizia, i prossimi provvedimenti del Governo Letta

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La buona notizia di oggi è che la prossima rata dell’Imu sulla prima casa non si pagherà. Un sollievo per milioni di italiani che sono con l’acqua alla gola e che quindi non saranno costretti a versare un’ulteriore tassa sull’unico bene che gli è rimasto, ovvero la propria abitazione. Purtroppo le buone notizie finiscono qui. Si parlava infatti di togliere quest’odiata tassa anche alle aziende, ai terreni agricoli, ai rustici e ad altri tipi di edifici, ma tutto è saltato. Sarà infatti difficile trovare le coperture per il mancato introito della tassa sulla prima casa, e così diventava impossibile riuscire a coprire anche le altre (1,5 miliardi stimati).

Cominciano a delinearsi i primi progetti di legge che verranno presentati domani e poi discussi e votati per tutta la prossima settimana. C’è malcontento nel Pdl che voleva la completa abolizione della tassa e la restituzione di quella già versata, ma per adesso i conti non permettono una manica così larga. Anche perché l’alternativa era non rinnovare la cassa integrazione in deroga, e si è scelto di agire su questo campo. Il massimo dell’ipocrisia arriva però dal Centro, e più precisamente da Gianfranco Librandi di Scelta Civica (il partito di Monti) che ha definito grave il fatto che non sia stato tolta l’Imu alle imprese. Ma come, parla proprio lui che fa parte del partito che l’Imu l’ha messa per tutti?

Una mezza buona notizia arriva dal fronte Iva. La tassa sui consumi, che già il precedente Governo aveva aumentato di un punto, per adesso rimane “congelata”. Questo significa che per ora non si parla di alzarla ulteriormente, ma la questione rimane soltanto in sospeso, non viene definitivamente accantonata, dato che potrebbe essere ripresa in considerazione nel caso in cui servissero tanti soldi e subito.

La cattiva notizia invece arriva sul fronte giustizia. Dopo la condanna a Berlusconi per il processo Mediaset e la richiesta di altri 6 anni per il caso Ruby, adesso il Pdl parte al contrattacco e propone tre leggi tanto care al Cavaliere proposte già nella scorsa legislatura e che furono tra le cause che fecero cadere il Governo. Intercettazioni (riduzione del tempo in cui si può intercettare e rendere più complesso l’iter delle autorizzazioni); inasprimento delle pene per la diffamazione a mezzo stampa e responsabilità civile dei magistrati. Secondo molti potrebbe essere questo il nodo che Berlusconi cercava per far cadere il Governo e andare alle elezioni dato che i sondaggi lo danno in vantaggio e, con tutta la sua truppa in Parlamento, potrebbe fare tutte le leggi che vuole.

Foto: © Thinkstock

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