Dieta a zona, perdita di peso e opinioni

di Paola Pagliaro
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dieta a zonaLa dieta a zona è una delle diete più gettonate dalle celebrità di Hollywood. La zona è intesa come una condizione di equilibrio in cui l’organismo lavora al massimo della sua efficienza, garantendoci il pieno di energia fisica e la lucidità mentale. A seguire la dieta a zona sono stati personaggi famosi come Jennifer Aniston, Madonna e Demi Moore, tre star che hanno una linea invidiabile. Ma questo particolarissimo programma alimentare funziona davvero per perdere peso? Innanzitutto è bene capire come è strutturato il piano nutrizionale della dieta a zona e se ci sono studi scientifici a supporto di questo regime alimentare. La dieta a zona è stata ideata dal dottor Barry Sears, ricercatore in biotecnologie al Massachusetts Institute of Technology, co-autore insieme a Bill Lawren del best seller Enter the zone, in italiano Come raggiungere la zona. La dieta si fonda sulla formula 40-30-30 applicata ad ogni pasto: 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi e include prettamente cibi a basso indice glicemico.

Come funziona la dieta a zona

Gli ideatori della dieta a zona sostengono che il cibo va considerato non per il suo introito calorico ma per l’azione che i nutrienti svolgono sugli ormoni coinvolti nel metabolismo. Il dottor Sears sostiene che bisogna usare la dieta per controllare la produzione dell’ormone insulina nell’organismo.  Tra gli altri ruoli svolti dall’insulina c’è infatti la regolazione dell’immagazzinamento dell’energia in eccesso sotto forma di grasso. L’obiettivo dichiarato della dieta è mantenere un perfetto equilibrio tra l’insulina e l’ormone glucagone, suo opposto, che ha il compito di rilasciare il glucosio immagazzinato dal fegato quando serve. La dieta mira anche a controllare gli eicosanoidi cattivi responsabili dei processi infiammatori legati a molte malattie metaboliche. Secondo Sears la dieta a zona aiuta a migliorare le prestazioni atletiche e a contrastare i fattori di rischio del diabete ma bisogna calcolare con estrema precisione di quante proteine ha bisogno il nostro corpo.

Cosa e quanto si può mangiare nella dieta a zona

Ad ogni pasto, incluse le due merende nel tardo pomeriggio e in tarda serata, si può consumare:

  • una piccola quantità di proteine, grande quanto il palmo della mano.
  • carboidrati “buoni” in quantità doppia alla porzione delle proteine: cereali integrali, frutta, verdura, lenticchie, fagioli.
  • una piccola quantità di carboidrati se si è scelto di non consumare quelli considerati “buoni”: riso, pasta, mango, banane, papaya, pane, carote, succhi di frutta.
  • il 30% di grassi.

Il sistema utilizzato è quello dei blocchi o blocchetti di macronutrienti: un blocco di carboidrati equivale a 9 grammi, un blocco di proteine a 7 e un blocchetto di grassi corrisponde a 3 grammi. Questa dieta predilige il bianco delle uova alle uova intere e i latticini a basso o zero contenuto di grassi. Pasta, riso e pane sono ridotti al minimo perché imputati di rilasciare glucosio troppo velocemente. Anche i grassi saturi sono limitati fatta eccezione per olive, canola, avocado e noci di macadamia. Tra i dolci il gelato è consentito perché secondo Sears i grassi rallentano l’assorbimento dei carboidrati nell’organismo. Tra un pasto e l’altro non devono trascorrere più di cinque ore. Su Gusto e ricette trovate un esempio di dieta a zona settimanale con le relative ricette dietetiche.

La dieta a zona fa dimagrire? Opinioni pro e contro

blocchi dieta a zonaNessuno studio scientifico avvalora al momento l’efficacia della dieta a zona, ma non necessariamente questo implica che la dieta non faccia perdere peso. Ci sono molte testimonianze e opinioni favorevoli anche di personaggi famosi mentre in ambito scientifico i nutrizionisti, i medici e dietisti si dividono tra pro e contro. I pro includono la facilità con cui è possibile seguire questo regime misurando le quantità con i pugni, i contro l’eccessiva restrizione dei carboidrati, ad esclusione di quelli contenuti in frutta e verdura, e la presenza di gelato ipercalorico nella dieta, ricco di grassi saturi che aumentano i livelli di colesterolo cattivo, anche se a dire il vero la dieta consente solo mezza tazza di gelato una tantum, non certo abitualmente. Essendo povera di zuccheri questa dieta potrebbe inoltre creare nervosismo a lungo termine, senza contare che secondo alcuni esperti non insiste a sufficienza sul ruolo dell’esercizio fisico nel dimagrimento.

Secondo Susan Roberts, docente di medicina alla Tufts University, la dieta a zona, inoltre, si concentra solo un fattore cruciale del metabolismo, i livelli di glucosio nel sangue, tralasciando altri fattori altrettanto rilevanti che influenzano la quantità di cibo consumata: dalla densità calorica al contenuto, più o meno alto, di fibre negli alimenti. L’American Heart Association (AHA) ha criticato la dieta a zona per il suo alto contenuto di proteine. Le linee guida dell’AHA prevedono infatti che il fabbisogno energetico dell’organismo sia coperto al 15%-20% dalle proteine, al 30%-35% dai grassi e dal restante 50% dai carboidrati.

Fonti:  The Zone Diet; The Zone diet analysed – WebMD; La dieta a zona – Mypersonal trainer
Foto: © Thinkstock

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1 commenti

Ezio 12 Aprile 2017 - 09:16

Io è tre mesi circa che ho iniziato la dieta a zona però vedo pochi risultati bensì il mio medico mi abbia fatto un prospetto ad arte e io segua rigorosamente (o quasi) le sue regole. Dovrei calare 20 Kg ma faccio molta fatica.

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