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Le Unioni Civili ci sono già, ma solo in Parlamento

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La Casta mette a segno un altro colpo. Dopo che per anni i parlamentari si sono opposti al riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto, mentre tra di loro questo diritto era già in vigore, nel pieno dell’onda che monta sulla questione dei diritti agli omosessuali il Parlamento approva un nuovo regolamento che riconosce anche questi. Ma anche stavolta soltanto per loro. Per la precisione si tratta del diritto all’assistenza sanitaria al convivente che, almeno per noi comuni mortali, vale soltanto nel caso di coppie sposate.

Fino a ieri i parlamentari eterosessuali che convivevano avevano questo diritto, ed ora ce l’hanno anche i parlamentari omosessuali. La proposta è arrivata da Ivan Scalfarotto, deputato dichiaratamente gay del PD, e per la precisione la richiesta era di allargare l’assitenza sanitaria al suo compagno. A sorpresa, oltre ai voti scontati del suo partito e di Sinistra Ecologia e Libertà che da sempre ha sostenuto i diritti per gli omosessuali, hanno votato a favore anche i parlamentari del Pdl che, in quanto difensori della sovranità cattolica, in passato si sono sempre opposti a queste aperture.

Le polemiche non mancheranno di certo. Sicuramente ci saranno nel Pdl dove alcuni importanti esponenti come l’attuale Ministro Lupi o l’ex Ministro Giovanardi si sono sempre dichiarati contrari a queste unioni “fuori dalla natura e dalla Costituzione”, ma non mancheranno nemmeno nel Movimento 5 Stelle che si è astenuto dal votare, in teoria perché riteneva questo regolamento un privilegio per la Casta, ma in realtà perché non sapevano come votare perché non avevano consultato i loro elettori in rete. A volte un po’ di spirito d’iniziativa farebbe bene.

L’unica opposizione reale a questa legge è arrivata dai banchi della Lega Nord che ha parlato esplicitamente di privilegio che non interessa ai cittadini. Ad ogni modo questa apertura è importante, e non a caso arriva pochi giorni dopo le parole di Josefa Idem sul riconoscimento delle Unioni Civili. Così spiega la sua vittoria l’on. Scalfarotto, che sottolinea che non l’ha fatto solo per se stesso:

Ora che abbiamo finalmente fissato questo elementare principio, bisogna che il Parlamento sancisca in tutta fretta che ciò che si applica ai deputati deve applicarsi a tutti i cittadini. Perché non va bene se siamo tutti uguali, ma poi qualcuno è più uguale degli altri. Il motivo per cui ho chiesto la copertura sanitaria è semplice: tutto quello che si fa per le coppie etero deve farsi per le coppie gay.

Che sia l’inizio di una svolta epocale? Lo pensavamo anche con il riconoscimento delle Unioni Civili tra parlamentari, ma poi sono rimaste solo nel Palazzo.

Foto: Scalfarotto su Facebook

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