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Processo Ruby, la requisitoria di Ilda Boccassini

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Si è appena conclusa una durissima requisitoria del pm Ilda Boccassini nell’ambito del processo Ruby, quello che vede coinvolto Silvio Berlusconi per prostituzione minorile e concussione. Il magistrato non si è risparmiata e, in oltre tre ore di relazione, ha disegnato uno scenario sconvolgente che conferma tutti i sospetti che negli ultimi anni si sono manifestati in quelle che sono state ribattezzate “le notti di Arcore”.

Secondo la Boccassini infatti il “sistema prostitutivo”, come lei stessa lo ha definito, non era affatto in dubbio, altro che cene eleganti. Il pm lo dice chiaramente:

non c’è dubbio che Ruby fosse una prostituta.

Ma non solo. Nella requisitoria infatti viene fatto il nome di molte altre donne che frequentavano la casa di Silvio Berlusconi, tutte con il ruolo di dare “piacere” all’ex Premier in cambio di soldi e parti nelle trasmissioni televisive. Non ha dubbi inoltre il magistrato sul ruolo del “cerchio magico” intorno a Berlusconi, quello in cui ruotavano Nicole Minetti, Lele Mora ed Emilio Fede che si occupavano di “reclutare” le donne da portare ad Arcore e che erano tutti a conoscenza del fatto che Ruby, quando ha cominciato a frequentare Berlusconi, fosse minorenne.

Ci sono anche le prove di pagamenti fatti dal Premier alle ragazze che frequentavano la sua casa e che persino si fermavano a dormirci. Molti soldi dato che si parla di donazioni di migliaia di euro fatte a decine di ragazze, oltre che alloggio gratis in via dell’Olgettina. Secondo la Boccassini Ruby era

vittima del sogno italiano in negativo, quello che hanno le ragazze delle ultime generazioni in Italia: entrare nel mondo dello spettacolo e fare soldi.

Il modo in cui si entra in questo mondo però è poco lecito. Specialmente se sei minorenne. Inoltre il magistrato afferma anche che Berlusconi non poteva non sapere che Ruby fosse minorenne in quanto ne erano ben a conoscenza tutti gli altri suoi collaboratori, e non era possibile che Emilio Fede, che conobbe la giovane marocchina in un concorso di bellezza in Sicilia, non gliel’avesse detto. Come se non bastasse la Boccassini accusa anche Berlusconi di abuso della sua posizione (concussione) in occasione della famosa telefonata fatta alla Questura di Milano quando evitò la schedatura della ragazza, adducendo ad una falsa parentela con l’ex presidente egiziano Mubarak.

L’imputato, abusando della sua qualifica di presidente del consiglio, ha fatto sì che la minore ricevesse un indebito vantaggio, uscendo dalla sfera di controllo della polizia; e per sè che non si disvelasse quanto accadeva nelle serate di Arcore

afferma la pm. A breve arriverà la richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi.

AGGIORNAMENTO DELLE 17:00: Ilda Boccassini ha chiesto per Berlusconi una condanna di 6 anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Foto: © Thinkstock

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