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Unioni Civili in Italia, Josefa Idem apre al dibattito

coppia gay

Finalmente l’Italia, almeno dal punto di vista delle battaglie di civilità, può sperare di avvicinarsi ai Paesi civili. Per farlo però ci voleva un Ministro che di italiano ha ben poco dato che Josefa Idem, Ministro alle Pari Opportunità, è nata in Germania ed è solo naturalizzata italiana. Era ora che il ministero che porta il nome di Pari Opportunità desse un senso a tale appellativo, e facesse leggi che davvero danno gli stessi diritti a tutti. Stiamo parlando della legge sulle unioni civili, viste fino a ieri come il diavolo dai politici cattolici, ma che finalmente trovano una porta aperta grazie alla Idem.

L’apertura su questa legge arriva con una dichiarazione che dimostra molta intelligenza e civiltà, che in molti in Italia speravano di sentir pronunciare da qualcuno dei propri rappresentanti:

non deve importare se uno ha scelto di condividere la vita con una donna o un uomo, se una persona è gay, lesbica o eterosessuale. La cosa fondamentale è che tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti, senza distinzione di sesso. Non devono esistere cittadini o coppie di serie B.

Se ci pensiamo, non è una gran scoperta, ma mai in Italia un politico si era spinto a pronunciarla. La legge sulle Unioni Civili è presente in mezzo mondo, compresi alcuni Paesi del Sudamerica che, se possibile, sono ancora più cattolici del nostro. Anche perché qui si supera l’ideologia della coppia basata sul matrimonio tra uomo e donna, ed oltre a prevedere i diritti tra omosessuali, prevede anche i diritti per le coppie etero che però decidono di non sposarsi.

Ancora siamo a livello di idee e proposte, ma il Ministro Idem già detta la linea. Tra i diritti riconosciuti ci sarà ad esempio quello ad assistere la persona malata esattamente come accade oggi con i parenti ed i congiunti, ma che al momento tra gay e nemmeno tra fidanzati etero è possibile senza l’autorizzazione della famiglia. La linea guida è quella della legge francese, ma per adesso è bene frenare almeno sul tema delle adozioni. La Idem sa benissimo che oggi parlare di adozioni per le coppie gay rischia di far saltare l’intera legge, e così su questo tema ci va cauta e propone prima di tutto di istituire lo status di unione civile, poi dopo si parlerà di adozioni. Vista l’attuale legge italiana, sarebbe già un enorme successo.

Foto: Thinkstock

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