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Serie A, Inter e Palermo all’Inferno, quando un ciclo si chiude

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analisi retrocessione palermo

Due realtà molto lontane, non solo geograficamente, hanno trovato ieri un medesimo destino: un ciclo che si chiude. Purtroppo non parliamo di cicli come quello del Barcellona che per 5 anni è stata la squadra più forte d’Europa, per poi crollare sotto i 7 gol subiti dal Bayern. No, qui parliamo di due realtà italiane passate dal Paradiso all’Inferno nell’arco di poche stagioni.

Il ciclo dell’Inter si apre nella stagione 2006/2007, quando l’unica concorrente reale, la Juventus, viene mandata in Serie B con quel processo farsa che porta il nome di Calciopoli. Da quel momento l’Inter non ha rivali in Italia e si rafforza così tanto da diventare anche la squadra più forte del mondo. Certo, dura un solo anno, ma la parabola dei nerazzurri è comunque invidiabile. Per quattro anni consecutivi vincono il campionato grazie a campioni del calibro di Eto’o, Zanetti, Samuel, Cambiasso, Milito e Sneijder, ed il culmine lo toccano con il famoso anno del Triplete quando, con Mourinho in panchina, i nerazzurri vanno a vincere scudetto, Coppa Italia e Champions League. Toccato l’apice però, si può solo scendere, e questo lo Special One lo sa benissimo perché quando si rende conto che più di così non può fare, fa le valigie e parte per Madrid.

Lì cominciano i guai dell’Inter. La squadra non riesce più a vincere e nel frattempo il Milan è cresciuto. Si arriva così al 2010/2011 quando i rossoneri vincono il campionato ed i cugini danno i primi segnali di cedimento. Da allora è una decrescita continua (ma non sostenibile, come direbbe qualcuno). I campioni partono. Prima è la volta di Eto’o, poi di Sneijder e di Maicon, mentre quelli che restano diventano sempre più vecchi e quelli che arrivano non sono nemmeno lontanamente della stessa qualità, vedi i vari Alvarez, Jonathan e compagni. Fino a questa stagione, quando una lunga serie di infortuni, più di 50, alcuni anche gravi, mette in luce una situazione tragica: la squadra è da rifare. La media d’età è altissima, tant’è che praticamente l’intera rosa, compreso l’indistruttibile capitan Zanetti, ormai quarantenne, si trova a fare i conti con infortuni gravi. La squadra è costruita male, e lo dimostra il fatto che i sostituti sono i ragazzini della Primavera, e così, dopo 14 anni, per la prima volta la squadra di Moratti resta senza coppe europee. Questo è sicuramente l’anno da dimenticare per eccellenza dato che non accadeva dalla stagione ’98-99, che l’Inter restasse fuori dall’Europa, come non accadeva da oltre 60 anni che perdesse così tante partite in un campionato solo, ben 15. Il record negativo è del 1947 con 17 sconfitte, ma mancando ancora 2 partite alla fine del campionato, i tifosi sono autorizzati a fare gli scongiuri.

Probabilmente però la storia più triste è quella del Palermo. I siciliani incarnavano il classico sogno del Sud e soprattutto della loro Regione. Piccola società che per decenni si trovava costretta a lottare tra serie B e C, nel 2002 viene rilevata da Maurizio Zamparini che compie un piccolo miracolo. Nell’arco di due anni ottiene la promozione in Serie A e vi rimane per nove stagioni. Il pubblico del Barbera non era abituato ai grandi palcoscenici (prima della promozione del 2004 l’ultima volta che erano stati in A era stato per un solo anno nel ’72-’73), ma sin da subito si vedono in campo dei talenti straordinari. Sin dal primo anno infatti viene fatta una campagna acquisti azzeccatissima tanto che vengono cresciuti campioni del mondo come Barzagli, Zaccardo, Grosso e Toni, ma anche grandi giocatori, provenienti dalla B, come Corini, Santana, Biava o Brienza, o di quelli arrivati dopo come Amauri e Cavani. Una squadra così ben attrezzata riesce subito ad imporsi, facendo sognare i propri tifosi, e non solo raggiunge la salvezza con un certo anticipo, ma riesce persino ad agganciare il treno europeo con il sesto posto.

Gli anni successivi sono un successo visto che i rosanero si qualificano con una certa regolarità alla coppa Uefa, anche se non vanno mai oltre gli ottavi di finale. Questo miracolo è stato possibile grazie ad uno staff dirigenziale di ottimo livello come Rino Foschi e Walter Sabatini. Lo scorso anno però Zamparini decide di contare di più nelle scelte e limita fortemente il potere dei suoi collaboratori (è nota la diatriba che ha portato Pietro Lo Monaco ad andar via), e così questo passaggio da presidente a tuttofare ha portato la squadra ad un crollo vertiginoso. La retrocessione lo scorso anno è stata evitata per un pelo, ma quest’anno purtroppo sembra inevitabile. Quattro cambi di allenatore ed una rosa titolare rivoluzionata sono stati i motivi per cui una squadra, pur composta da elementi di primo livello come Miccoli, Ilicic ed Hernandez, oggi si ritrova al terz’ultimo posto. L’errore evidente è stato l’esonero di Sannino che, ritornato in sella dopo un intero girone, ha preso una squadra all’ultimo posto e le ha dato la speranza di potercela fare. Ora la matematica ancora non condanna i rosanero, ma i 4 punti di distacco dal Genoa, considerando che nelle ultime due giornate ci sono Fiorentina e Parma, sembrano ormai incolmabili. I cicli si chiudono, e speriamo che sia possibile riaprirli molto presto.

Foto: Palermo Calcio su Facebook

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