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YouTube a pagamento, purtroppo non è una bufala

youtube a pagamento

Di tanto in tanto circolano voci sul passaggio di qualche sito che offre un servizio di successo dalla versione gratuita a quella a pagamento. Quando la voce riguardava Facebook o anche lo stesso YouTube in passato, si è sempre rivelata falsa. Stavolta purtroppo non lo è. YouTube, il più importante sito di raccolta video del mondo, diventa a pagamento. Per fortuna per adesso soltanto in minima parte. Anche se ufficialmente i responsabili del sito non hanno voluto rilasciare dichiarazioni più dettagliate, hanno però anticipato di star pensando ad alcuni canali in abbonamento.

Secondo le indiscrezioni circolanti su alcuni siti americani, si dovrebbe cominciare con 50 canali sperimentali in cui gli utenti postano video originali ed a cui, se un utente vuol guardarli, dovrà abbonarsi per 1,99 dollari al mese. Per ora possono tirare un sospiro di sollievo tutte quelle persone che rivedono le puntate delle loro trasmissioni preferite che non hanno potuto guardare in tv. Rai, Mediaset e La7, così come tutti gli altri canali televisivi, continueranno ad autofinanziarsi con le pubblicità, e per questo, anche se i loro contenuti sono originali, resteranno gratuiti.

L’obiettivo di YouTube è quello di stimolare gli utenti a postare dei filmati originali, e non limitarsi a replicare lavori fatti da altri, e riconoscergli un introito per il lavoro intellettuale, in modo da finanziare artisti che normalmente non avrebbero altro modo per emergere. Anche se sembrerebbe una follia dato che su internet è quasi tutto gratis, questa scelta è venuta in seguito ai dati rilasciati dal New York Times che ha presentato il resoconto del servizio in abbonamento per le sue news. Nonostante in molti considerassero mettere le notizie online a pagamento un esperimento fallimentare, il colosso americano ora vanta 450 mila abbonati. Numeri che YouTube, che ha una quantità di utenti molto maggiore, può replicare o anche superare.

Ancora non è chiaro quando esordiranno questi canali a pagamento, molto probabilmente è solo questione di settimane. Ovviamente, pagando un abbonamento, non ci sarà la pubblicità che compare oggi. Inoltre è escluso che si tratti di canali gestiti dalle televisioni o da soggetti privati (come ad esempio il canale di Justin Timberlake che è uno dei più seguiti a livello mondiale). Anche se non è stato fatto l’elenco dei nomi, si intuisce che si comincerà con i canali che proprio i creatori di YouTube gestiscono, e poi, se l’esperimento dovesse avere successo, verrebbe esteso a tutti gli altri. Secondo un recente sondaggio commissionato dall’azienda in Canada, in caso di contenuti di qualità a pagamento il 6% degli intervistati sottoscriverebbe senza dubbio l’abbonamento, il 18% invece lo prenderebbe almeno in considerazione. Se i numeri fossero replicati a livello mondiale, ed uno su 4 del circa miliardo di utenti mensili sottoscrivesse l’abbonamento, il successo sarebbe assicurato.

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