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Pesce azzurro a rischio nel Mar Mediterraneo, Greenpeace contro le volanti a coppia

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volante a coppia pesca mar mediterraneo

Prosegue l’impegno degli attivisti di Greenpeace a favore di metodi di pesca sostenibili nel Mar Mediterraneo. Un impegno che si traduce nella valorizzazione delle tecniche meno invasive e più rispettose della biodiversità marina, così come nella denuncia di quelli che sono i metodi più insostenibili e inaccettabili, metodi che mettono il pesce azzurro a rischio. L’ultima azione dei volontari di Greenpeace si è svolta non a caso nel Canale di Sicilia, dove, grazie ad una licenza sperimentale che viene rinnovata di sei mesi in sei mesi dal Ministero delle Politiche Agricole di fatto il Governo sta autorizzando un metodo di pesca che mette a rischio il pesce azzurro.

Parliamo delle volanti a coppia, un metodo che, come suggerisce lo stesso nome, consiste nel pescare in coppia utilizzando delle reti a strascico semipelagiche che catturano acciughe e sardine e secondo la denuncia di Greenpeace svuotano letteralmente il mare.

Come spiega l’associazione in un comunicato, documentando le ragioni della protesta nel Canale di Sicilia, a Sciacca la pesca del pesce azzurro è praticata da secoli perché nel Canale di Sicilia è pieno di fitoplancton, il cibo di acciughe e sardine. A causa del sovrasfruttamento, però, e di metodi di pesca insostenibili gli stock ittici stanno diminuendo:

Secondo i dati 2012 della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) della FAO negli ultimi tre anni in media si sono pescate circa 5.160 tonnellate di acciughe, quasi il doppio del massimo sostenibile (solo 2.359 tonnellate). Anche le popolazioni di sardine, secondo il CGPM, sono ai minimi e non è possibile trasferire sulle sardine specie la pressione di pesca esercitata sulle acciughe. Conclusione (del CGPM): “dato che lo stock [di acciughe] è in questo momento sovrasfruttato, lo sforzo di pesca deve essere ridotto tramite un piano di gestione pluriennale fino a quando non ci saranno le prove di un recupero dello stock. Devono essere definite notevoli riduzioni delle catture assieme a riduzioni dello sforzo di pesca…”

Greenpeace chiede al nuovo Ministro delle Politiche Agricole di salvare i pesci e con essi il futuro dei tanti pescatori siciliani onesti che ancora pescano con metodi di sostenibili.

Fonte e Foto: Greenpeace

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