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Dead Island: Riptide, recensione e voto utenti

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Il primo Dead Island ha puntato molto sul fattore sorpresa. Nessuno si aspettava che un piccolo gruppo di sviluppatori polacco potesse creare un capolavoro mondiale in un mondo videoludico in cui è difficile inserire una nuova saga. Eppure ci sono riusciti. Mancando l’effetto sorpresa però, questa volta con il sequel c’è il rischio di presentare un videogioco che è solo “uno dei tanti”.

Sì perché se squadra che vince non si cambia, bisogna dire che Dead Island: Riptide è cambiato davvero poco rispetto al suo predecessore. Il gameplay è rimasto praticamente lo stesso, qualche piccolissimo dettaglio è mutato, ma solo di qualche virgola, perché per il resto sembra di giocare al vecchio titolo solo con uno scenario diverso.

Ci troviamo a Palanai, un’altra isola infestata dagli zombie esattamente come lo era Banoi. L’obiettivo è come sempre cercare di sopravvivere, e per farlo gli sviluppatori si sono sbizzarriti creando un gran numero di armi che, mixate tra di loro, danno vita a dei veri capolavori dell’ingegneria. Peccato che, seppure esteticamente interessanti, spesso risultino superflue. Rimane ancora molto semplice affrontare gli zombie, almeno i “soldati semplici”, perché l’arma migliore resta il calcio. Con due bei calcioni assestati al momento giusto, quando lo zombie è in carenza di equilibrio, lo si fa cadere a terra, e a quel punto lo si può finire schiacciandolo sotto un piede.

Le armi semmai servono per i boss o altri zombie più forti, ma in questo caso risulta inspiegabile un numero così elevato. È leggermente migliorato l’albero delle abilità che comprende voci ulteriori, anche se sostanzialmente rimane uguale, mentre possiamo fare un plauso dal punto di vista grafico visto che i modelli poligonali sono migliorati e, anche se la fisica e le movenze sono rimaste le stesse, graficamente il prodotto è più gradevole.

In sostanza si possono riassumere soltanto due innovazioni: la presenza di un nuovo personaggio, che però non cambierà la storia ma al massimo la arricchisce solo di ulteriori dettagli, ed il sistema co-op. Capiterà spesso di vedere un proprio compagno lottare corpo a corpo con uno zombie, e così saremo costretti a fargli da balia, scrollandoglielo di dosso con un pugno o un calcio, perché se muore il gioco va in game over. Per il resto, a parte un menu più rapido e intuitivo, per il 95% il gioco resta identico al suo predecessore.

Piuttosto freddi sono rimasti anche gli altri commentatori. La critica infatti è divisa tra chi afferma che questo è esattamente ciò che dovrebbe essere, ovvero un sequel che non si discosta troppo dal suo predecessore di successo, ma si limita a migliorare i bug e le altre cose che non andavano bene, e chi invece sostanzialmente si aspettava qualcosa di più. Mediamente l’idea che gli esperti si sono fatti è che il gioco è da sufficienza, e per una volta sono d’accordo con il pubblico:

Versione PC: 66/100 (critica); 5/10 (pubblico)
Versione Xbox 360: 56/100; 6/10
Versione Playstation 3: 63/100; 5,5/10

Voto Minformo: 7/10.

Preso da solo, sarebbe un gioco come un altro, solo uno dei tanti survival horror a tema zombesco. Se però avete adorato (come il sottoscritto) il titolo precedente, non potete perdervelo.

Foto: Dead Island su Facebook

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