Fukushima Daiichi, oltre 40 anni per lo smantellamento della centrale nucleare

di AlterEco
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Nonostante i riflettori si siano spenti sul disastro nucleare di Fukushima Daiichi, la situazione si fa sempre più drammatica nella centrale colpita dal violento terremoto dell’11 marzo del 2011 e dal conseguente devastante tsunami. L’area infatti è ancora lontana dalla messa in sicurezza e l’impianto versa in condizioni di instabilità a dir poco preoccupanti. La situazione potrebbe degenerare da un momento all’altro, tanto che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, IAEA, ha intimato alla TEPCO, la compagnia energetica che gestisce la centrale, responsabile del disastro, di attivarsi per mettere in sicurezza l’impianto danneggiato il prima possibile.

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Secondo quanto affermato da Juan Carlos Lentijo, a capo del team IAEA per la decontaminazione dell’impianto, il danno alla centrale nucleare di Fukushima-Daiichi è così esteso e complesso che è impossibile prevedere quanto tempo occorrerà per un primo risanamento. A una prima stima, per lo smantellamento della centrale nucleare potrebbero volerci oltre quarant’anni.

Ma anche questa stima è ottimistica perché bisogna fare i conti con problemi tecnici non certo trascurabili, ad esempio la mancanza, allo stato attuale, di una tecnologia in grado di prelevare e trasportare, in modo sicuro, il materiale radioattivo fuso. Fino a quando non sarà disponibile un metodo sicuro, i reattori dovranno essere costantemente raffreddati e l’impianto tenuto in condizioni di assoluta sicurezza, facendo tutto il possibile per limitare i rischi, un compito arduo in una situazione così precaria e instabile.

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Per capire la gravità della situazione, basti pensare che nelle scorse settimane la centrale è stata interessata da una serie di malfunzionamenti e problemi tecnici di varia natura che hanno procurato delle perdite radioattive e la mancanza dei rifornimenti d’acqua necessari alle operazioni di raffreddamento dei reattori nucleari. Nello specifico ci sono stati diversi black-out e nei bacini sotterranei di raccolta delle acque si sono verificate delle perdite di acque contaminate. Un cortocircuito in un quadro elettrico causato da un ratto ha causato disfunzioni alle operazioni di raffreddamento per circa 30 ore, un tempo decisamente infinito per un reattore in quelle condizioni.

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La IAEA è molto preoccupata e si chiede cosa succederà durante le operazioni di smantellamento, ancor più delicate e critiche, se già ora, in condizioni per così dire normali si verificano così tanti incidenti. Un minimo errore potrebbe essere fatale.

Fonti: Fukushima nuclear plant cleanup may take more than 40 years: IAEA – Japan Times; IAEA Team Completes Initial Review of Japan’s Plans to Decommission Fukushima Daiichi – IAEA
Foto: © IAEA Imagebank – Flickr

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Nucleare, il Giappone spegne l'ultima centrale - M'informo 19 Settembre 2013 - 15:45

[…] di una vittoria per il mondo ambientalista e per milioni di giapponesi che, dopo il disastro di Fukushima di quasi 3 anni fa, chiedono con forza che il loro Paese abbandoni questa fonte energetica. Fino a […]

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