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Il Governo Letta potrebbe finire in pochi giorni, la minaccia del PDL

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governo letta

O con i nostri uomini o niente Governo. Si può sintetizzare così il pensiero del PDL di oggi che mette in pericolo la tenuta del non ancora nato Governo Letta. Il rappresentante del Partito Democratico che ieri ha ottenuto da Napolitano il mandato per cercare i numeri per governare, adesso ha una grossa patata bollente tra le mani da gestire. Gliel’ha passata in mattinata Alfano che, riportando il pensiero di Berlusconi che oggi è negli Stati Uniti e quindi deve necessariamente parlare per interposta persona, ha detto chiaramente che il suo partito deve pesare molto all’interno dell’esecutivo. Oppure niente fiducia.

Questo significa sostanzialmente che la metà o quasi dei ministri dovranno essere scelti dal centrodestra. Non solo. L’idea è che anche quelli che il centrosinistra vorrà proporre dovranno passare dal vaglio del PDL. Insomma, in un modo o nell’altro, anche se non nominalmente, sarà sempre Berlusconi a governare. Questa mattina Alfano ha dichiarato:

Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealtà e ribadiamo che o il Governo è forte, politico, duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, di tecnici lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo.

Significa che il Pdl non vuol dare l’impressione di sostenere un Governo tecnico come fatto con Monti, dopo tutte le accuse e gli insulti che gli sono stati mossi durante la campagna elettorale, ma vuol far capire al suo elettorato che sono gli uomini di destra a tirare i fili. Ma quindi quali sarebbero questi nomi? Per mostrare i muscoli, Berlusconi propone proprio due persone che il centrosinistra aveva respinto con forza proprio ieri: Quagliariello ed anche Mariastella Gelmini che viene riproposta al Ministero dell’Istruzione. Ma si pensa anche a Brunetta e Santanché, mentre sono praticamente scontati incarichi ad Alfano e a Schifani per il ruolo di vice Premier o per qualche altro ministero importante. Queste le proposte del PDL:

  • Ministero dell’Istruzione a Gelmini o Lupi
  • Ministero del Welfare: Sacconi
  • Ministero dell’Agricoltura al leghista Giorgetti
  • Ministero della Giustizia a Fernanda Contri, giudice costituzionale sorella di un alto dirigente Rai in quota Pdl
  • Ministero delle Riforme a Quagliariello.

Ma non finisce qui. Anche i ministri in quota PD dovrebbero ottenere l’approvazione del Cavaliere il quale ha proposto Amato all’Economia e Violante come unica alternativa possibile per le Riforme. A tutto questo si aggiunge anche la battaglia all’interno del PD dove Bersani torna a farsi sentire ponendo anche lui dei veti, non sugli avversari politici ma sui propri compagni di partito come D’Alema che era stato proposto agli Esteri, ma che non piace all’ex leader del Partito Democratico.

Chiaramente fuori dal toto-nomi il Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà, con Vendola che si è sentito dare anche del traditore dopo che ha annunciato di non volere sostenere questo Governo dell’inciucio. Se si facesse un referendum tra gli elettori, tra i traditori crediamo difficile che spunti il nome del leader di Sel. Entro sabato la squadra di Governo dovrebbe essere presentata ufficialmente.

Foto: Alessandro Capotondi su Flickr

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