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Cagliari, senza stadio rischia la retrocessione in Serie B

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Un clamoroso affondo arriva oggi dalla FIGC nei confronti del Cagliari: senza stadio niente iscrizione al prossimo campionato. Lo ha dichiarato esplicitamente il presidente della Federazione Giancarlo Abete, il quale ha detto che non è possibile assistere ad uno spettacolo simile a quello di quest’anno quando, a causa dei problemi con lo stadio Is Arenas, il Cagliari era costretto a giocare le partite in casa soltanto a porte chiuse, oppure era costretto ad emigrare a Trieste o in altri stadi d’Italia. E così oggi il duro colpo: se la società del Cagliari non presenterà uno stadio con tutte le norme di sicurezza in ordine, non gli verrà confermata l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A.

L’attacco arriva poche settinane dopo l’arresto di Massimo Cellino, presidente del club, che oggi si trova ai domiciliari con l’accusa di tentato peculato e falso ideologico proprio in seguito a vicende poco chiare che hanno coinvolto la costruzione dello stadio di Quartu Sant’Elena dove il club avrebbe dovuto giocare quest’anno.

L’impianto ha creato non pochi problemi alla società. Prima la mancanza dei tornelli poi l’assenza o la carenza di telecamere ed altri equipaggiamenti per la sicurezza hanno costretto il Prefetto di Cagliari a far giocare la squadra senza pubblico. A tutto questo si sono aggiunte le proteste del WWF perché la confusione che deriva dall’impianto disturberebbe la fauna del vicino parco di Molentargius, ed anche i cittadini non sono contenti di non potersi muovere nei giorni in cui c’è la partita visto il blocco del traffico.

Insomma, tutti questi problemi hanno portato le autorità a dichiarare lo stadio inagibile, e con Cellino ai domiciliari è difficile trovare una sistemazione per la sua squadra. Per questo c’è un forte rischio che il prossimo anno possa ripresentare la stessa Odissea di questa stagione. La Figc non accetterebbe un’altra annata del genere e così viene spiegato il provvedimento. Ed il Cagliari? La reazione non si è fatta attendere e sul comunicato ufficiale si legge:

Le dichiarazioni ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Se il sistema calcio è stato danneggiato non è certo per colpa del Cagliari, dal momento che la società rossoblù ha investito quasi dieci milioni di euro per poter ospitare le partite casalinghe in un impianto degno della Serie A. Semmai a danneggiare il sistema calcio è stato chi ha chiuso l’impianto dopo averlo aperto per partite importanti e delicate come quelle con il Napoli e il Milan che hanno fatto registrare il tutto esaurito con sedicimila spettatori sugli spalti e senza che si registrasse il minimo problema di sicurezza. Dalle massime istituzioni calcistiche ci saremmo aspettati un aiuto in un momento di grande difficoltà, per aver cercato, con risorse proprie, di risolvere il problema dello stadio in mancanza di una legge apposita.

Per questo la società si è rivolta direttamente al presidente del Coni Malagò per chiedergli di schierarsi in favore di una società in difficoltà che si è sempre impegnata affinché il proprio pubblico potesse assistere ad una partita di calcio, annullando di fatto il rischio retrocessione o peggio ancora di fallimento. La risposta la avremo tra non molto visto che tra circa un paio di mesi si dovranno chiudere le iscrizioni per il prossimo campionato.

Foto: Wikipedia

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