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La malamensa, a Roma stop ai prodotti biologici per i bambini nelle mense scolastiche

prodotti biologici nelle mense scolastiche

L’alimentazione sana e biologica è fondamentale ad ogni età per prevenire le malattie croniche e fornire al corpo i nutrienti di cui ha bisogno e non sostanze tossiche e residui di contaminanti di cui l’organismo fa volentieri a meno. Mangiare bene è ancora più importante nell’età dello sviluppo, quando sono necessarie tante energie per favorire l’apprendimento di nuove nozioni e contribuire ad uno sviluppo sano e armonico di muscoli e scheletro. Per questo appare inspiegabile il bando emanato della giunta Alemanno che di fatto esclude i prodotti biologici dalle mense scolastiche di Roma.

L’AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, spiega che i bambini pagheranno un prezzo  molto alto in termini di salute e rendimento scolastico, costretti come saranno a mangiare prodotti di scarsa qualità e anche il Comune pagherà un prezzo elevato, dal momento che i costi per le mense scolastiche laziali previsti nel nuovo piano elaborato dall’amministrazione ammonteranno a oltre 440 milioni di euro.

mensa scuola bambiniUn prezzo elevato che non si tradurrà in pasti di alta qualità e valore nutrizionale per i 140 mila bambini che mangiano in mensa. Come sottolinea l’AIAB i bambini non consumeranno più pasta, olio extravergine di oliva e passata di pomodoro da agricoltura biologica, bensì prodotti convenzionali provenienti da poche aziende agevolate dal bando. Durissima la presa di posizione dell’associazione che riunisce gli agricoltori bio laziali, fortemente penalizzati da questo bando:

Alla faccia di chi dice che dobbiamo investire sui ragazzi per avere futuri comportamenti responsabili e sostenibili che riconoscono sempre la vera qualità alimentare, il nuovo bando per le mense non prevede nessun percorso di educazione alimentare, riducendo il momento del pranzo alla mera fornitura di cibo, senza storia e cultura. Questo bando è un insulto all’intelligenza e al futuro dei bambini romani, va bloccato subito.

L’assegnazione del servizio avrà la durata di cinque anni ma l’AIAB Lazio chiede che vengano rivisti i termini del bando, prima dell’assegnazione:

Si tratta di un insulto per i cittadini che fino ad oggi hanno beneficiato di una mensa, sempre migliorabile, ma all’avanguardia nel mondo per qualità dei prodotti forniti (quasi al 70% bio), per sostenibilità ambientale e sociale di tutto il servizio mensa,  che i cinque anni della giunta Alemanno avevano, fino ad oggi, scalfito ma non annullato.

Fonte: AIAB Lazio: “Il patto per la malamensa” – AIAB
Foto: © Thinkstock

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