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Napolitano prepara il giuramento, ma per il Paese niente cambiamento

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giorgio napolitano

Tutto cambia affinché nulla cambi. Questa celeberrima frase de Il Gattopardo si è sempre adattata alla perfezione all’Italia di allora e di oggi, ma forse in questi giorni è quantomai attuale. Giorgio Napolitano, che fino ad un paio di settimane fa non vedeva l’ora di terminare il suo mandato e riposare il suo corpo anziano dopo 7 anni di battaglie (ricordiamo che è sempre un uomo di quasi 88 anni), è stato quasi “costretto” a rinnovare il suo mandato.

Poco male, vien da pensare. Dopotutto il vecchio Presidente della Repubblica non dispiaceva a nessuno. Il problema è che con lui quel vento di cambiamento di cui l’Italia ha tanto bisogno finisce nuovamente in soffitta. L’unica condizione che Napolitano ha posto ai partiti per ritornare al Colle era che gli permettessero di avviare un nuovo Governo tecnico. Un ritorno al passato dunque, nonostante il Governo Monti sia stato piuttosto fallimentare.

Ma c’è di peggio. Almeno all’epoca Napolitano elesse un tecnico vero, uno che con la politica non aveva mai avuto nulla a che fare. Adesso i nomi che circolano (e che i partiti dovranno accettare per forza) sono quelli di politicanti di vecchia data, gente che è in Parlamento da diversi decenni e che ha una distanza siderale con il mondo reale. I due nomi favoriti sono Amato e Letta (Enrico), con il primo in pole position.

L’intento è chiaramente quello di dare al Paese un Governo che possa, almeno per qualche mese, mettere a tacere le polemiche tra centrodestra e centrosinistra, rifare la legge elettorale e prendere i provvedimenti più urgenti (indicati dai saggi), e poi ritornare al voto. Attualmente, bisogna dirlo, non c’è convergenza su nessuno dei due nomi fatti da Napolitano, ma non sembra che il Presidente sia tanto intenzionato a farsi limitare dai diktat.

Secondo molti il nuovo Governo è destinato a durare un solo anno, e persino il mandato di Napolitano dovrebbe durare molto meno dei 7 anni canonici. Il Presidente infatti aveva detto che non se la sentiva di rimanere in carica per altri 7 anni (quando finirà ne avrebbe 94), ed anche se la Costituzione non prevede un mandato più breve, l’impressione è che Napolitano aspetti soltanto una situazione un po’ più stabile, magari con un Governo eletto democraticamente che abbia i numeri per governare, per poi ritirarsi definitivamente.

I prossimi passaggi saranno: giuramento (che avverrà in queste ore), discorso di insediamento che si terrà oggi pomeriggio e poi consultazioni tra domani e mercoledì. Già entro la fine della settimana dovrebbe essere nominato il nuovo presidente del Consiglio. Tutto quello che avverrà dopo resta un’incognita.

Foto: Wikipedia

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