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Presidente della Repubblica, Grillo apre: “Se PD vota Gabanelli, collaboriamo”

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appello grillo a bersani

La soluzione del rebus è arrivata. Lo stallo istituzionale potrebbe essere finalmente risolto nel giro di pochi giorni grazie all’elezione del Presidente della Repubblica. Terminate le Quirinarie, con la vittoria di Milena Gabanelli (secondo Gino Strada, terzo Stefano Rodotà), il Movimento 5 Stelle ha reso noti gli unici nomi che è disposto a votare. Per portare al Colle una di queste personalità che non appartengono al mondo della politica ed hanno sempre dimostrato nella loro vita alta professionalità e rispettabilità, Beppe Grillo si è detto persino disponibile a superare la vecchia chiusura del “no alleanze con i partiti” ed ha invece aperto ad una collaborazione.

Anche se con questa collaborazione un eventuale Governo Bersani sicuramente non durerebbe 5 anni, potrebbe almeno mettere in pratica alcuni degli 8 punti promessi dal leader del PD fino ad un mese fa. Le condizioni che Grillo pone sono che si voti la Gabanelli o Rodotà (Gino Strada si è già tirato fuori), e che Bersani annunci che i primi provvedimenti che prenderà non appena insediatosi siano abolizione dei rimborsi elettorali, legge sulla corruzione e incandidabilità di Berlusconi. In questo caso un Governo insieme si può fare.

Le proposte che il leader a cinque stelle ha fatto comunque sono più che altro un’utopia visto che lui stesso sa che non potranno essere realmente realizzate. Nelle sue previsioni entro la terza votazione per il presidente della Repubblica (ovvero finché c’è bisogno della maggioranza dei due terzi del Parlamento), uscirà un nome frutto dell’inciucio tra Pd e Pdl, con il benestare di Scelta Civica. Un nome da scegliere tra vecchi volponi della politica come Amato, D’Alema, Marini o Violante, tutti responsabili, chi più chi meno, della situazione tragica in cui si trova l’Italia in questo momento.

La previsione deriva dal fatto che si tratta di uomini politici dichiaratamente di sinistra, ma che negli anni in cui hanno ricoperto incarichi istituzionali hanno sempre messo in pratica politiche che potessero andar bene alla destra, e delle volte favorivano chiaramente gli interessi di Berlusconi. La prima votazione si terrà domani e le trattative sono ancora aperte. Al momento è Giuliano Amato il pole position, nonostante sia stato braccio destro di Craxi ed uno degli uomini di punta della Prima Repubblica. A seguire, nell’ordine, ci sarebbero Violante, D’Alema e Marini. Se entro la terza votazione non si sarà eletto il Presidente significa che l’inciucio non c’è stato e quindi, dalla quarta in poi quando basta la maggioranza semplice, ci sono speranze di vedere al Quirinale un nome diverso.

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