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L’impatto ambientale, economico e sociale delle fonti di energia

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impianto idroelettrico

Qual è la fonte di energia più sostenibile non soltanto a livello ambientale ma anche per quanto riguarda i costi e l’impatto sociale? A provare a fornire una risposta a questa domanda, che chiama in gioco diversi fattori complessi, è stato il dottor Giorgio Locatelli, afferente alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Lincoln, in Gran Bretagna. Il dottor Locatelli, in collaborazione con Siemens, e Mauro Mancini del Politecnico di Milano, ha concluso che l’energia più sostenibile, a livello di produzione industriale, è quella idroelettrica.

Tuttavia in Europa occidentale si è a corto di spazi adeguati a ospitare grandi centrali idroelettriche e il microidroelettrico non sarebbe sufficiente a soddisfare la domanda. Secondo Locatelli il carbone e il nucleare potrebbero essere una buona alternativa, anche se ogni tipo di impianto ha i suoi punti di forza e di debolezza. Escluse invece dalla competizione per l’energia del futuro le centrali a gas e le centrali a olio combustibile.

centrale nucleareLocatelli ha spiegato che la domanda di energia elettrica in crescita da un lato e la necessità di sostituire i vecchi impianti energetici dall’altro, rendono sempre più impellente la creazione di nuovi impianti per la produzione di energia. Nella scelta delle fonti sta assumendo sempre più importanza l’accettabilità sociale degli impianti. Un fattore di cui si deve necessariamente tenere conto quando si mettono a punto strategie energetiche a medio e lungo termine.

Le centrali a carbone hanno il maggior impatto ambientale ma costi abbordabili. Il nucleare non presenta grossi problemi di approvvigionamento di materie prime ma, d’altra parte, a seguito del disastro di Fukushima, ha perso sempre più consenso sociale e lascia sostanzialmente irrisolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive.

Dall’analisi pubblicata sull’International Journal of Business Innovation and Research, emerge che le centrali ad olio combustibile sono la scelta peggiore sotto tutti i punti di vista, dall’impatto ambientale all’approvvigionamento. Anche le centrali a gas non rappresentano una buona alternativa, sia per quanto concerne la sicurezza dell’approvvigionamento di gas sia per l’elevato impatto di un incremento dei costi di fornitura.

Come ha illustrato il dottor Locatelli:

L’energia idroelettrica fornisce una quantità trascurabile di inquinamento, non è influenzata da preoccupazioni sull’approvvigionamento di carburante e in genere è ben accettata. Tuttavia, vi è una carenza di nuove sedi per la costruzione di grandi impianti idroelettrici in Europa, quindi sono necessarie altre opzioni. Le centrali nucleari sono una buona alternativa anche se non godono di consenso sociale in molti Paesi.

Fonte: The future of our energy via AlphaGalileo
Foto: © Thinkstock

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