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Crisi Inter, non è colpa degli arbitri ma di una dirigenza che non ci ha capito niente

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Da qualche settimana è cominciata la solita lamentela da parte di Moratti che, sin da prima di Calciopoli, puntualmente ogni primavera comincia a prendersela con gli arbitri. Fatte salve le stagioni tra il 2007 ed il 2010 quando l’Inter dominava il campionato, per il resto ogni anno puntualmente il patron nerazzurro aveva in testa non il modo migliore per far funzionare la sua squadra, ma quello per criticare l’operato dei direttori di gara.

Bisogna ammettere che qualche errore contro i nerazzurri quest’anno c’è stato, ma va detto anche che gli episodi a favore fanno molto meno rumore di quelli contro. L’esempio più lampante è accaduto domenica scorsa quando si è gridato allo scandalo per il rigore su Pinilla (che in effetti non c’era) facendo passare in secondo piano il rigore su Ibarbo (che invece c’era) che però non è stato fischiato.

Da uomini di sport però bisogna mettere da parte le polemiche arbitrali e fare un’analisi realistica sulla crisi dell’Inter. Ed il risultato che ne viene fuori è una semplice domanda: ma davvero Moratti pensava che con questa squadra avrebbe potuto vincere lo scudetto? L’Inter, per tradizione, non può iniziare una stagione senza avere il massimo obiettivo, ma guardando la rosa messa a disposizione di Stramaccioni risulta evidente che nemmeno il terzo posto era fattibile.

La campagna acquisti è stata discutibile, non sono arrivati grandi campioni ed in attacco ci si è affidati a Milito che, per quanto bravo sia, si sa che mezza stagione la salta sempre per problemi fisici vari. A parte l’anno del triplete infatti, il Principe ha sempre avuto guai fisici, e non si poteva di certo sperare che facesse miracoli a 34 anni. Si era puntato su Livaja, ma quando era arrivato il suo momento, ecco la folle decisione di cederlo per prendere Rocchi che, con tutto il rispetto, il suo tempo ormai l’ha fatto.

Non ce la si può di certo prendere con Stramaccioni che ogni domenica è in bilico, ma probabilmente lo è solo perché costretto a fare i salti mortali. Il problema atavico dei nerazzurri sta nella gestione della preparazione. È mai possibile che ogni anno sia il club che ha più infortuni di tutti? A parte Milito, quest’anno ha già perso per tutta la stagione Castellazzi, Mudingayi, Obi, e per una grossa fetta di campionato pure Stankovic, Chivu e Samuel, a cui si aggiungono anche gli infortuni recenti di Nagatomo e Gargano la cui stagione è già finita. Il problema non è solo di una preparazione sbagliata, ma anche dell’età evidentemente.

Lo scorso anno l’Inter aveva una “strana” rosa, composta cioè o da super giovani sotto i 21 anni, o da vecchi over 30. L’unico giocatore che si frapponeva nella fascia d’età intermedia, quella in cui teoricamente un calciatore dà il meglio di sé, era Sneijder. E guarda un po’ chi è stato ceduto quest’anno? La rosa dell’Inter di quest’anno è composta da ben 32 giocatori, un’enormità. L’anomalia dell’età è stata un po’ risolta, ma è normale che prendendo mezza rosa nuova (11 acquisti nell’ultimo anno, che diventano 17 con i Primavera), la coesione di squadra non ci può essere.

Prima dunque di prendersela con Stramaccioni o con gli arbitri, Moratti ed i dirigenti nerazzurri dovrebbero prendersela con se stessi. Non a caso negli anni migliori gli acquisti erano pochi, si prendevano giusto 2-3 giocatori per puntellare la rosa e basta. Invece, passato Mourinho, si è commesso lo stesso errore dell’era pre-Calciopoli, ovvero comprare giocatori a vagonate di cui 1-2 vanno bene e gli altri sono scarti. Basta guardare la formazione attuale che vede titolari Alvarez e Silvestre che erano stati scartati dall’allenatore nei mesi scorsi e di cui era stata chiesta la cessione. Ora giocano per le tante assenze di tutti i titolari, ma siamo sicuri che senza i tanti infortuni avrebbero un posto fisso in tribuna.

Foto: Inter su Facebook

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