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Cibo spazzatura e iperfagia, perché una patatina tira l’altra

iperfagia nervosa

Quando siamo stressati e nervosi, il nostro organismo cerca di allentare la tensione chiedendoci cibi di conforto. Molti identificheranno i comfort foods nei cibi ricchi di carboidrati, altri saranno attratti dai cibi ricchi di zucchero o molto salati. Gli alimenti ipercalorici sono una tentazione perché il nostro cervello li percepisce come la soluzione più rapida ed efficace alla necessità di approvvigionarsi di energia. I cibi più saporiti, infatti, ci portano a soddisfare la fame nervosa più velocemente, mandando in fretta al cervello il segnale di sazietà. Il segreto per non cedere alla tentazione dei cibi spazzatura è tenere alimenti ricchi di fibre e grassi buoni sempre in dispensa. Dalle noci alle crudités alle mele rosse e verdi che ci saziano senza apportare grassi saturi e additivi. Senza dimenticare le spezie che regalano sapore ai nostri cibi senza costringerci a ricorrere ad un eccesso di condimenti e sale.

Spesso a farci ingrassare e a minare la nostra salute non è il cibo demonizzato di turno, patatine, crackers o noccioline, bensì la quantità eccessiva ingerita. Sgranocchiare un cracker non arrecherà gravi danni alla nostra linea, mangiare due o tre pacchetti di cracker ipersalati di fila sì. Ma perché quando mangiamo delle patatine piuttosto che dei biscottini non riusciamo a controllarci? Un’équipe di ricercatori tedeschi del FAU Erlangen-Nuremberg ha cercato di scoprire quale meccanismo si celi dietro il circolo vizioso di una patatina tira l’altra.

perché una patatina tira l'altraI risultati di questo interessante studio sono stati presentati nei giorni scorsi, nell’ambito del 245esimo National Meeting & Exposition della American Chemical Society. Questo disturbo alimentare è noto come iperfagia e affligge milioni di persone in tutto il mondo. Si parla di iperfagia edonistica quando si mangia eccessivamente non per placare la fame ma per ricavare piacere dal cibo. L’iperfagia può affliggerci occasionalmente, in alcuni periodi critici della nostra vita quando cerchiamo consolazione nel cibo, per solitudine o dopo una delusione o in vista di una prova importante come un esame o un colloquio.

In alcuni casi, però, l’iperfagia nervosa può diventare cronica e concorrere all’obesità che oggi affligge due persone su tre negli Stati Uniti. I ricercatori hanno esaminato come reagivano i topi alle patatine fritte e ad uguali razioni di carboidrati e grassi. Ebbene, le patatine sono risultate possedere una maggiore attrattiva. Grazie alla risonanza magnetica funzionale, gli scienziati hanno potuto osservare come le patatine attivino i centri cerebrali legati al piacere, alle dipendenze e alla gratificazione. Alcune persone riescono ad avere una maggiore forza di volontà, non cedendo alla tentazione di ingurgitare uno snack dopo l’altro. Altre, semplicemente non trovano di loro gradimento i cibi spazzatura. Molte altre, purtroppo, sono vittima dell’iperfagia. In futuro chissà che non si riesca ad attivare i meccanismi cerebrali legati al piacere e alla ricompensa con cibi sani come le verdure. I ricercatori sperano infatti di riuscire a scoprire presto quali molecole delle patatine scatenino la sensazione di piacere nel cervello. In questo modo sarebbe possibile studiare farmaci antiobesità o sostanze da aggiungere ai cibi che bloccano questo circolo vizioso.

Fonte: Revealing the scientific secrets of why people can’t stop after eating one potato chip su American Chemical Society
Foto: © Thinkstock

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