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Come funziona il testamento digitale

testamento digitale

Cosa succede al mio account quando muoio? Un po’ per scherzo ed un po’ per scaramanzia molti utenti in rete si sono posti questa domanda. La maggior parte degli internauti sono relativamente giovani, ma prima o poi dovranno fare i conti con l’inevitabile. Il problema è che ormai per tantissime persone in rete c’è un pezzo di vita che contiene dati personali, spesso sensibili, come numeri di conto, carte di credito, preferenze, fotografie e tanto altro. I dati digitali possono sopravvivere al corpo fisico. Per questo bisognava pensare ad un modo per gestirli anche dopo la dipartita.

Ci ha pensato Google che ha fondato l’Inactive Account Manager, ovvero la gestione degli account inattivi. Ma di cosa si tratta? In pratica, iscrivendosi a questo servizio che, come tutti quelli di Google, è gratuito, si comunicano le proprie volontà in caso di decesso, in merito ai propri account. Ad esempio si può comunicare che si vuole disattivare il profilo Gmail, piuttosto che quello YouTube o qualsiasi altro gestito dalla stessa azienda, se risultasse inattivo per più di un tempo prestabilito che possono essere da 3 mesi fino ad un anno.

Le opzioni sono diverse e vanno dalla disattivazione automatica, con la cancellazione di tutti i dati, al lascito in eredità ad un altro utente di cui ci si fida, debitamente indicato nel testamento. Al momento della compilazione infatti si possono lasciare fino a 10 indirizzi e numeri di telefono di altri utenti a cui si vogliono lasciare le proprie password, i quali decideranno cosa fare di quei profili. I servizi per cui è stato attivato l’IAM sono Google, Gmail, Blogger, Google Drive, Google+, Picasa Web Album, Google Voice e YouTube, ma siamo sicuri che nel giro di poco tempo anche altri contenitori di dati personali come i altri social network prenderanno provvedimenti simili. Facebook oggi semplicemente trasforma l’account in “commemorativo” e quindi inutilizzabile, ma non risolve il problema dei dati sensibili. Ma è il caso di pensarci seriamente visto che dopotutto, anche se è un’eventualità lontana, prima o poi dovremo affrontarla tutti.

Foto: © Thinkstock

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