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Tensione USA – Russia per le liste nere

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La Guerra Fredda ormai è finita da vent’anni ed anzi, i rapporti tra Stati Uniti e Russia non sono mai stati così cordiali. L’ultimo banco di prova è stata la Corea del Nord dove entrambi i Paesi si sono trovati schierati dallo stesso lato. Ma dopo quarant’anni di tensione sotto la cenere la fiammella dell’ostilità è difficile da spegnere, e allora ecco un nuovo terreno di scontro: le liste nere.

Tutto è cominciato nel 2009 quando l’avvocato russo Serghei Magnitsky denunciò un giro di corruzione all’interno del suo Paese, e per questo fu catturato, torturato ed ucciso dai servizi segreti russi. Gli Stati Uniti non hanno mai lasciato correre questa storia degna dei migliori film di spionaggio ed hanno continuato ad indagare fino a pochi giorni fa quando hanno annunciato una Black List. Si tratta di un elenco di 208 nomi di personaggi politici, funzionari e presunte spie russe che sono sospettate di essere coinvolte nell’affaire Magnitsky. Di qui il nome dato all’elenco, ovvero lista Magnitsky.

Secondo la legge USA, tutte le persone presenti in questo elenco sono considerate ostili perché hanno violato i diritti umani, e come tali gli viene negato l’ingresso nel Paese. Nel caso in cui avessero interessi economici in America, gli verrebbero anche congelati i beni. Questo provvedimento ha fatto infuriare i vertici russi che di tutta risposta hanno deciso di stilare pure loro una lista nera che inizialmente doveva contenere 71 nomi di cittadini americani che al regime russo non andavano a genio per chissà quale motivo.

Per evitare di inasprire le tensioni la lista americana è stata ridotta da 208 a 15 nomi, anche se c’è il sospetto che questi quindici siano soltanto i nomi che verranno resi pubblici, ma le autorità prenderanno di mira anche tutti gli altri sospettati. I russi però non si sono fatti impietosire da questa mossa, ed anzi hanno annunciato di voler incrementare la loro lista da 71 a 104 nomi di americani “sgraditi”. Per la pubblicazione però hanno deciso di attendere le mosse di Washington. Dopo che verrà pubblicata la lista Magnitsky, anche i russi pubblicheranno la loro. Certo, non siamo all’inizio di una nuova Guerra Fredda, ma è una rappresaglia di cui in questo momento non si sentiva affatto bisogno.

Foto: © Thinkstock

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