Home / Attualità / Politica / Le proposte dei 10 saggi? Solo principi ma niente di concreto

Le proposte dei 10 saggi? Solo principi ma niente di concreto

Se ti piace condividi!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

parlamento

In molti, compreso il presidente emerito Onida, avevano affermato che l’elezione dei 10 saggi per far uscire il Paese dallo stallo istituzionale era inutile. Oggi, a due giorni dalla presentazione delle relazioni in Parlamento, ne abbiamo la piena conferma. I dieci uomini chiamati a redigere le leggi importanti per questo momento critico hanno formulato soltanto dei principi sui quali bisognerà basare le prossime leggi, ma non hanno scritto nemmeno una parola, lasciando così il compito al Parlamento che, come sappiamo, non è molto conciliante. L’assurdità è che i principi sono talmente generali e condivisibili che li avrebbero potuti scrivere tutti, anche l’ultimo dei parlamentari eletti, senza essere chiamati “saggi”.

Ma andiamo con ordine. Il capolavoro lo hanno fatto i quattro cosiddetti “facilitatori istituzionali”, ovvero Onida, Quagliariello, Mauro e Violante, per quanto riguarda la legge elettorale. Non hanno scritto una legge né hanno intenzione di farlo, ma l’unica cosa che sono riusciti a partorire è l’enunciazione di tre principi: la nuova legge dovrà garantire governabilità, dovrà cambiare il Porcellum e dovrà dare al cittadino libera scelta. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Ci volevano dei saggi per enunciare ciò che chiunque, dalle forze politiche ai normali cittadini, continua a ribadire da anni?

Ma non finisce qui. L’altro terreno d’azione riguarda il taglio dei costi della politica. Anche qui non verrà licenziata una legge ma solo il principio: devono essere tagliati. In questo caso però i quattro saggi sono riusciti a dare qualche dettaglio in più, che speriamo sia preso in considerazione poi in fase di legislazione. La nuova legge sul rimborso elettorale dovrà basarsi sulle cosiddette “pezze d’appoggio”, ovvero si abolisce il finanziamento a pioggia ma verranno rimborsate soltanto le vere spese che sono state sostenute durante la campagna elettorale, dimostrabili con le ricevute. In questo modo, spiegano i saggi, si dovrebbero risparmiare oltre 100 milioni di euro a legislatura.

Interessante anche l’idea del taglio dei parlamentari. In pratica si verrebbe a concretizzare il sogno della Lega del Senato federale. Il Senato attuale scomparirebbe e verrebbe sostituito dalla Camera delle Regioni, formata da membri indicati dai consigli regionali e a carico completo proprio delle Regioni che li hanno eletti. Anche il numero dei deputati verrebbe ridotto dagli attuali 630 a 470. In questo modo lo Stato pagherebbe la metà degli stipendi dei parlamentari. Infine, per ridurre i tempi della promulgazione delle leggi, si punta a dare maggiori poteri al Premier, sostenuto da numeri certi grazie ad un premio di maggioranza che eviti una situazione di incertezza come quella attuale.

Nulla invece trapela dallo schieramento “economico” dei saggi. Qui si parla solo vagamente di riforma del fisco, ma non si conoscono ancora i provvedimenti allo studio. Venerdì avremo i risultati finali.

Foto: © Thinkstock

Lascia un commento

O

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

comments