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Pesce sostenibile e locale, la guida di Slow Food per il Mar Mediterraneo

pesce sostenibile

Mangiare pesce fa bene alla salute, a patto di consumare pesce fresco, che mantiene inalterate le proprietà nutritive, e di provenienza locale, dal momento che più chilometri percorre il pescato, maggiori saranno i rischi di imbattersi in pesce di scarsa qualità. La filiera corta e la stagionalità sono per il pesce, come per la frutta e verdura, due parametri da considerare al momento dell’acquisto. Come consumatori possiamo orientare l’andamento del mercato del pesce, premiando quei pescatori del Mediterraneo che ancora pescano con metodi sostenibili e lasciando sugli scaffali prodotti esotici e le solite tre o quattro specie, sempre più gettonate e sempre più sfruttate. Come sottolinea Slow Food, esiste più di una ragione per premiare la pesca locale e artigianale:

Il pesce dovrebbe essere pescato con tecniche adatte all’habitat marino in cui si trova, tecniche che non danneggino in modo permanente il fondale ed evitino il più possibile le catture accidentali e i rigetti. La pesca artigianale, quella delle piccole imbarcazioni, è una grande risorsa per la sostenibilità economica ed ecologica del settore. In generale, i sistemi artigianali non provocano disequilibri fra le specie e sono più rispettosi della ricchezza e della biodiversità dei territori: i pescatori obbediscono alla legge della natura e dell’acqua piuttosto che all’imperativo economico di massimizzare il profitto.

sardinaChi vuole consumare pesce in modo sostenibile troverà una bussola nella sezione Slow Fish del portale di Slow Food. Ci sono tante ricette della tradizione culinaria italiana da riscoprire con specie locali, regione per regione. Molto utile anche il calendario che ci consente di scegliere la giusta stagione per l’acquisto delle diverse specie. Per consentire il ripopolamento degli stock ittici dobbiamo infatti evitare di acquistare le specie nei mesi in cui si riproducono, malgrado siano sempre disponibili nella grande distribuzione organizzata.

  • In inverno sì a: polpo, seppia, sarago, triglia, sardina, alici, sgombro, ricciola, lampuga, pagello, sarago, pescatrice, palamita, vongola verace, rombo chiodato.
  • A primavera via libera all’acquisto di: leccia, sgombro, spigola, sarago, sugarello, pagello, gallinella, palamita.
  • D’estate semaforo verde per: gallinella, sogliola, sardina, sarago, orata, sugarello, ricciola, spigola, alice.
  • In autunno è preferibile acquistare: gallinella, spigola, triglia, lampuga, alalunga, rombo chiodato.

Ci sono poi specie che possono essere consumate tutto l’anno come la mormora, lo zerro, il cefalo e l’occhiata.

Fonte: Slow Fish
Foto: © Thinkstock

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