Chi mangia pesce vive più a lungo grazie ai benefici degli Omega-3

di Paola Pagliaro
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Sani come pesci, consumando più pesce. Un nuovo studio su alimentazione e longevità, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine, evidenzia i benefici per la salute di una dieta che includa regolarmente piatti a base di pesce. I ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, coordinati dal dottor Dariush Mozaffarian, specificano che la loro ricerca si è concentrata sui benefici del pesce e non di integratori a base di olio di pesce.

L’analisi è stata condotta su un campione di oltre 2.600 adulti e ha rilevato come le persone con il più alto tasso di acidi grassi Omega-3 nel sangue vivessero in media due anni in più rispetto a chi aveva valori bassi di Omega-3 nel sangue.

Livelli alti di Omega-3 nel sangue, spiega il dottor Mozaffarian, sono legati a un minor rischio di morte per malattie e disfunzioni cardiovascolari.

Nello specifico, le persone con livelli alti di Omega-3 nel sangue riducevano di ben il 35% le probabilità di morire a causa di problemi di cuore. Ma c’è di più: a diminuire, di ben il 27%, era anche la mortalità per ogni tipo di causa.

Pesce: dove si trovano gli Omega-3

Ma dove si trovano gli Omega-3 e come trarre i maggiori benefici dal pesce? I pesci che più contengono acidi grassi Omega-3 sono il salmone, lo sgombro, la trota di lago, l’aringa e il tonno bianco alalunga. Ricordiamoci però che i mari sono molto inquinati e si fa presto a dire il pesce è un alimento sano, ma occorre scegliere con molta cautela per non rischiare di introdurre nell’organismo residui tossici dei contaminanti. Non va meglio per i pesci provenienti dall’acquacoltura intensiva, spesso intossicati di antibiotici. L’ideale sarebbe scegliere i pesci dei nostri mari, quelli di piccole dimensioni che meno accumulano residui tossici, e consultare la guida per regioni di Slow Food, nonché il calendario valido per il Mar Mediterraneo, acquistando i prodotti di alta qualità e valore nutrizionale dei presidi, pescati con metodi sostenibili e rispettosi dei cicli riproduttivi del pesce.

Fonte: Harvard University Gazette
Foto: © Thinkstock

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Pesce sostenibile e locale, la guida di Slow Food per il Mar Mediterraneo - M'informo 4 Aprile 2013 - 13:00

[…] Mangiare pesce fa bene alla salute, a patto di consumare pesce fresco, che mantiene inalterate le proprietà nutritive, e di provenienza locale, dal momento che più chilometri percorre il pescato, maggiori saranno i rischi di imbattersi in pesce di scarsa qualità. La filiera corta e la stagionalità sono per il pesce, come per la frutta e verdura, due parametri da considerare al momento dell’acquisto. Come consumatori possiamo orientare l’andamento del mercato del pesce, premiando quei pescatori del Mediterraneo che ancora pescano con metodi sostenibili e lasciando sugli scaffali prodotti esotici e le solite tre o quattro specie, sempre più gettonate e sempre più sfruttate. Come sottolinea Slow Food, esiste più di una ragione per premiare la pesca locale e artigianale: […]

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