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La bicicletta verde apre alla rivoluzione rosa, donne in bici in Arabia Saudita

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la bicicletta verde

La strada da percorrere per l’emancipazione femminile in Arabia Saudita è lunga e tortuosa. Grazie alla bici una tappa di questo arduo percorso è stata bruciata in modo leggero ed elegante, come solo le due ruote sanno fare. Le donne, infatti, potranno finalmente andare in bici anche se soltanto nei momenti di svago e accompagnate da un guardiano incaricato, secondo l’improbabile versione delle autorità, di proteggerne l’incolumità. Una piccola grande conquista che arriva dopo il grande successo riscosso dal film La bicicletta verde della regista saudita Haifaa Al Mansour, la prima regista donna del Paese.

Wadjda è la storia di una bambina di undici anni cresciuta alla periferia di Riyadh con un sogno ostinato e ardente: possedere e poter salire in sella ad una bicicletta verde. Al Festival di Cannes Haifaa Al Mansour ha spiegato che la cittadina da cui proviene è piena di ragazze come Wadjda che hanno grandi sogni, un carattere forte e un immenso potenziale:

Queste ragazze possono e ridefiniranno la nostra nazione.

Secondo fonti locali, le donne potranno salire in sella alle bici e alle moto in spazi ristretti, come i parchi, e sempre indossando l’abaya, un indumento nero che ricopre interamente il corpo ad eccezione della testa, delle mani e dei piedi. Solitamente è associato al niqab, un velo che ricopre anche la testa lasciando scoperti soltanto gli occhi. Condurre una bici con questo lungo abito non è molto agevole. Le donne dovranno inoltre evitare i posti pubblici e i luoghi frequentati da giovani uomini per non creare imbarazzo.

In Arabia Saudita si segue un’interpretazione molto rigida e ultraconservatrice dell’Islam. Le donne non possono guidare né viaggiare senza l’autorizzazione di un guardiano, funzione affidata al marito, al padre o ad un fratello. Malgrado questa piccola concessione e apertura alle donne sulle due ruote, la lista dei divieti imposti alle saudite, dalle professioni tabù agli spostamenti alle regole di comportamento, è ancora lunga e altamente svilente per la dignità femminile.

Fonte: Aljazeera.com

 

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