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Corea del Nord, si temono attacchi nucleari

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bomba atomica

Preso da una mania di onnipotenza, il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-un, è arrivato a minacciare i vicini della Corea del Sud e gli Stati Uniti con le armi nucleari. Ormai le due Coree sono ufficialmente in guerra, proclamata proprio dal giovane leader pochi giorni fa, e siccome il timore non è tanto verso i vicini confinanti ma contro gli Stati Uniti, ecco che ritorna lo spauracchio dell’arma atomica che ha bloccato per tanti anni lo scontro tra USA ed ex Unione Sovietica.

Fino ad oggi la Corea del Nord provvedeva ai propri armamenti e all’approvigionamento energetico con il plutonio, ma l’annuncio arrivato ieri è più preoccupante perché si parla del riavvio della centrale di Yongbyon, chiusa da 6 anni, la cui caratteristica è di arricchire l’uranio. E con l’uranio arricchito si ottiene la bomba atomica. Non solo. Secondo gli esperti Pyongyang dovrebbe essere in possesso di materiale a sufficienza per costruire ben 8 bombe atomiche.

Ufficialmente, dice Kim Jong-un, la centrale servirà per scopi civili, ovvero per creare energia, ma poi si è lasciato sfuggire che servirà anche per allargare il proprio arsenale militare in quanto solo il nucleare è in grado di garantire la sicurezza interna del suo Paese. Nessuno attacca una nazione in possesso di una bomba atomica, e per questo il dittatore si sente pressoché invincibile. La buona notizia è che per riavviare quella centrale ci vorrà tempo visto che un reattore dovrà essere ricostruito perché è andato distrutto nel 2008, ma comunque il pericolo di attacchi è imminente.

Gli Stati Uniti sono accorsi in massa per aiutare gli alleati sudcoreani ed in pratica stanno già puntando i razzi verso la capitale nordcoreana. Kim continua a minacciare i vicini di attacchi imminenti, e persino la Cina ha cominciato a muoversi e a schierare l’esercito, ma a quanto pare la sorpresa è che i militari non serviranno per rispondere ad eventuali attacchi americani, ma a contrastare la fuga in massa di profughi nordcoreani. In molti infatti si aspettano che, al primo attacco, cercheranno di fuggire verso la Cina, e così ora il Governo si preoccupa più di evitare l’esodo di massa che di eventuali attacchi da e verso l’esterno.

Foto: © Thinkstock

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