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Bioshock: Infinite, recensione e voto utenti

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Se c’è un gioco che ha incuriosito il pubblico negli ultimi tempi, questo è senza dubbio Bioshock: Infinite. Sin dalle prime immagini dei trailer infatti, venivano mostrati molti elementi innovativi che hanno fatto salire molto il livello dell’attesa di questo titolo. Inoltre, nonostante il nome, non è un seguito dei due Bioshock precedenti. Ad ogni modo questa titolazione è molto importante perché attirerà senza dubbio i fans della saga che non aspettavano altro che il terzo capitolo, ma anche chi non ha mai comprato i giochi precedenti perché non ha alcun legame con essi. Ma che gioco è Bioshock: Infinite?

Volendo partire dall’aspetto tecnico, cominciamo col dire che si tratta di uno sparatutto in prima persona. È però molto differente dagli sparatutto a cui siamo abituati. Di azione ce n’è ben poca, ci limiteremo spesso a spostarci nel vasto mondo del gioco alla ricerca di tesori e di persone con cui parlare. Insomma, anche se il gameplay è da sparatutto, si spara poco rispetto agli altri giochi classificati in questo modo. Piuttosto, specialmente all’inizio, ricorda molto quei videogiochi da prima PlayStation che si basavano solo sul ritrovamento degli indizi per risolvere i rompicapo, ma in cui praticamente non si moriva mai.

Non per questo il gioco sa di vecchio. Tutt’altro. Infinite è davvero una boccata d’aria fresca nel mondo videoludico. Una grafica curatissima ci ricorda che non siamo più negli anni ’90, e a differenza di molti altri titoli è piacevolissima. Linee morbide, colori pastello, ed anche il fatto che sia ambientato nel 1912, almeno nelle parti cronologicamente individuabili, gli conferisce un’aurea di antico che suscita rispetto. Anche se può sembrare un titolo “leggero” a primo impatto, andando avanti si intuisce quanto sia maturo, vista anche la modalità di combattimento molto ben congegnata sullo stile degli sparatutto in prima persona degli ultimi tempi, in cui con una mano si tiene l’arma da fuoco e con l’altra si lanciano gli incantesimi. Sicuramente una bella trovata.

Ad ogni modo definirlo un first person shooter è riduttivo in quanto ha molti elementi anche del GDR, perlopiù in tema fantasy, come dimostra la città volante di Columbia in cui si svolge l’avventura, in cui non mancano anche effetti da fantascienza “retro”. Insomma, un mix di tanti elementi del passato ben combinati in un titolo più moderno di quanto ci aspettassimo. Della trama vogliamo svelarvi poco. Ci limitiamo ad anticiparvi che prenderete il comando di Booker deWitt, investigatore privato chiamato a ricercare una donna scomparsa, il quale per raggiungerla si ritrova catapultato in un mondo tutto nuovo in cui la magia si lega con la scienza. La trama è complessa e misteriosa e lasciamo a voi le scoperte più esaltanti.

Se proprio bisogna trovare un punto debole, va detto che per una buona ora di gioco c’è pochissima azione, ma ciò è dovuto al fatto che, trattandosi di un’ambientazione fantasy, l’utente è chiamato prima ad ambientarsi per cercare di farsi coinvolgere maggiormente nell’azione. Non si scade però mai nella noia, e di questo va dato atto ai ragazzi di Irrational Games. Manca solo una cosa, ovvero il multiplayer. Una decisione controcorrente che di questi tempi proprio non ci aspettavamo. Complessivamente comunque possiamo definirlo, se non il miglior gioco dell’anno, almeno tra i primi 5 di questa stagione. Questi i voti della critica e degli utenti:

Versione PC: 96/100, 9,3/10
PlayStation 3: 95/100, 8,9/10
Xbox 360: 96/100, 8,7/10

Voto M’informo: 9

PERCHÉ COMPRARLO: gioco veramente nuovo, ottima grafica, idea originale.
PERCHÉ NON COMPRARLO: non molto longevo, manca la modalità multiplayer.

Questo il trailer di Bioshock: Infinite

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