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Pena di morte esclusa, sollievo per i marò in India

Sembra chiudersi oggi la questione spinosa tra Italia ed India sul destino dei due fucilieri italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Andando a rivedere il codice di procedura penale del Paese infatti, emerge come sia impossibile per il tribunale speciale che giudicherà i due marò infliggere la pena di morte. Lo affermano fonti legali indiane che hanno contattato questa mattina l’Ansa per fare chiarezza sulla situazione.

I fucilieri, si diceva fino ad un paio di giorni fa, rischiavano la pena di morte in quanto in India è ancora prevista, seppure in casi molto gravi, e l’attuale Ministro della Giustizia aveva affermato di non poter garantire che non fosse comminata. Non sappiamo se le sue parole fossero dovute ad una sorta di ritorsione nei confronti del nostro Paese che aveva trattenuto più del dovuto i due prigionieri, oppure semplicemente perché non fosse a conoscenza di questa importantissima legge.

Stando al Codice infatti, un tribunale speciale, come quello che giudicherà i fucilieri italiani, non può comminare la pena di morte, e addirittura la pena massima che può infliggere sono 7 anni di carcere. Esclusa quindi anche la possibilità dell’ergastolo, ventilata nei giorni scorsi. Risolta anche la questione diplomatica che riguardava l’ambasciatore italiano De Mistura. Il console, che in un primo momento era stato trattenuto in India finché non fossero tornati i fucilieri, ieri ha incontrato il Ministro degli Esteri indiano che di fatto gli ha dato il via libera per tornare in Italia. De Mistura così dovrebbe rientrare a Roma entro domani per poi ritornare in India subito dopo le vacanze pasquali.

Quello che invece non si è chiarito è il motivo per cui è sorta tutta questa farsa. Oggi arriva l’ennesimo attacco nei confronti del Ministro Terzi che in completa autonomia ha montato e smontato il caso, da parte del generale Dino Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, il quale ha dichiarato:

I militari italiani si sono guadagnati nel corso degli anni rispetto e stima internazionale. Il ministro Terzi, con un comportamento vergognoso, ha distrutto tutto questo in modo dilettantesco e scellerato. A che scopo? Cosa si nasconde dietro la voglia di spezzare le reni all’India?.

Questo quesito potrebbe nascondere delle scomode verità.

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