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Governo Bersani, arriva il mandato “condizionato”

pierluigi bersani

Lo aveva già preannunciato lo stesso Bersani qualche giorno fa. Era disponibile a realizzare un Governo a tempo determinato, 18-24 mesi, giusto il tempo di portare a termine le leggi più importanti e poi ritornare alle urne. Ieri di fatto il leader del Partito Democratico è riuscito ad ottenere il mandato dal Capo dello Stato (l’ufficialità arriverà questo pomeriggio), ma il tempo determinato è ancora più breve. Il suo Governo potrebbe infatti giurare anche 2-3 giorni soltanto.

In sostanza il presidente Napolitano, dopo aver ascoltato tutti i leader per due giorni, ha deciso di concedere a Bersani la possibilità di tentare almeno di guidare il Paese. Tutto condizionato dal voto di fiducia. In questi giorni infatti si sta delineando la squadra di Governo, e dopo i presidenti delle Camere ora è il momento anche dei presidenti delle commissioni. Dopo che tutti i partiti saranno stati accontentati con qualche incarico, Bersani si presenterà in Parlamento per chiedere la fiducia. A questo punto si deciderà la sorte di questo mandato in quanto se non dovesse arrivare al Senato (alla Camera la maggioranza c’è), bisognerà trovare un’altra soluzione.

Il Centrosinistra in Senato ha 124 eletti, ma per ottenere la fiducia deve raggiungere almeno quota 158. Molto probabile che i centristi ricambino il favore dell’appoggio al Governo Monti, votando la fiducia. Ma sono solo 19, il che significa che mancano ancora 15 voti. Ammesso che pure i senatori a vita possano votare a favore (sono quattro, ma uno è Monti), i voti mancanti diventerebbero 12. Dove prenderli? Non restano che Centrodestra e Movimento 5 Stelle, nella speranza che qualcuno dei loro eletti contravvenga alle direttive del proprio partito e voti in favore di un Governo Bersani.

Qualche piccolissima speranza proviene dal movimento di Grillo, anche se l’area da cui si spera possano arrivare la maggior parte dei voti è quella del Centrodestra dove la Lega (che ha 17 senatori) non ha alcun interesse a tornare alle urne, ed anche una parte del PDL potrebbe votare a favore dato che, visti i problemi di Berlusconi, un ritorno immediato al voto non sarebbe molto conveniente.

Foto: Pierluigi Bersani su Facebook

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