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Niente biglietti gratis ai politici, rivoluzione al Coni

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L’approdo di Malagò alla presidenza del Coni era stato visto con sospetto dalle alte sfere della politica e dello sport. Gli innovatori di solito non piacciono proprio perché prendono provvedimenti come questi: da oggi i politici pagheranno i biglietti allo stadio come tutti gli altri. Per decenni infatti ai parlamentari è stata offerta una tessera omaggio che gli permetteva di accedere a qualsiasi competizione sportiva senza spendere un solo euro. In questo periodo di tagli alla casta dunque è giusto che paghino almeno i divertimenti.

E così ecco oggi spuntare il comunicato firmato da Giovanni Malagò che spiega il provvedimento:

Il Coni comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale.

Le uniche eccezioni riguardano i parlamentari recentemente eletti che provengono dal mondo dello sport come Josefa Idem, Valentina Vezzali e Marco Marin, i quali risultano atleti olimpici o ex olimpici e quindi hanno diritto ad accedere alle manifestazioni sportive, a prescindere dal loro status di parlamentare.

Com’era facile immaginare, sono d’accordo con questa decisione gli addetti ai lavori e la gente comune, mentre non sembrano molto contenti proprio i politici. Il primo a levare gli scudi contro il provvedimento è Ignazio La Russa, storico tifoso dell’Inter sempre presente sugli spalti quando la sua squadra è in campo. Secondo il leader di Fratelli d’Italia

Non credo davvero che con questa decisione si aggiusteranno i bilanci dello Stato. Mi sembra una iniziativa che segue i tempi. A Milano consente solo l’accesso, ma non dà diritto ad un posto in tribuna, per questo io non ne ho mai usufruito. Detto questo mi sembra che il Coni abbia voluto prendersi una medaglietta. Non dico che la scelta di bloccare le tessere ai parlamentari sia sbagliata, è un segnale che va dietro ai tempi. Credo però che non cambierà nulla e che di certo non aggiusterà i bilanci dell’Italia.

Questione di punti di vista, ma a noi va bene così.

Fonte: Ansa
Foto: Coni su Facebook

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