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Fair-play finanziario anche nell’automobilismo? Briatore ci prova

bandiera formula uno

Per adesso il fair-play finanziario nel calcio non sembra funzionare (i frutti reali si avranno entro un paio d’anni), ma una rivoluzione del genere fa gola ai presidenti delle società che così non saranno più costretti a svenarsi per stare al passo con la concorrenza. Questa idea comincia a prendere piede anche al di fuori del calcio, e potrebbe presto sbarcare nella Formula Uno. A proporla è Flavio Briatore, ex manager della Renault, che si è reso conto che i costi in questi ultimi anni sono lievitati in maniera non più sopportabile.

Evidentemente, dopo l’annullamento della squalifica a vita, sembra intenzionato a ritornare in pista, senza però per forza trattare con cifre molto più elevate di quando ha lasciato (forzatamente) il Circus. A dir la verità non ha tutti i torti. Scuderie come Ferrari o McLaren hanno il triplo, e a volte di più, il budget di team più piccoli come Lotus o Sauber, e per questo alla lunga sono sempre le stesse scuderie che lottano per il titolo, mentre le altre rimangono dietro ad arrancare e a raccogliere le briciole. Per questo miracoli come la sua ex Benetton è difficile che possano ripetersi oggi.

La proposta di Briatore è semplice: introdurre un concetto simile a quello del fair-play finanziario del calcio che faccia partire tutte le squadre più o meno con lo stesso budget. L’intento è rendere la battaglia in pista più equa, in modo da realizzare un campionato più aperto e avvincente, senza costringere il pubblico ad entusiasmarsi per 2-3 piloti che si giocano il titolo, trattando gli altri come semplici comparse. Ce la farà Briatore ad introdurre questa rivoluzione? Considerando che da anni la Formula Uno cerca il modo di contrastare l’incremento esponenziale dei costi, non si può escludere.

Foto | © Thinkstock

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