The Dark Pictures: Man of Medan, recensione

di Onofrio Marco Mancini
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The Dark Pictures: Man of Medan

Data la penuria di videogiochi di qualità in uscita in questo periodo da terza ondata di Covid, ho deciso di navigare nel PlayStation Store e cercare di recuperare qualche chicca persa lungo la strada percorsa in questi ultimi anni. Mi sono imbattuto così in The Dark Pictures: Man of Medan, titolo che non ha attratto tanto l’attenzione del grande pubblico a suo tempo, nonostante fosse stato realizzato da Supermassive Games, gli stessi sviluppatori di uno dei titoli migliori della generazione PlayStation 4: Until Dawn. Dopo aver amato quel gioco, e aver scoperto che questo titolo era molto simile al precedente, ho subito avviato il download con entusiasmo, sperando di ritrovarmi nelle ambientazioni praticamente perfette di Until Dawn. Ecco la nostra recensione dopo averlo finito.

Man of Medan: il fratello povero di Until Dawn

Nonostante The Dark Pictures: Man of Medan sia uscito ben 4 anni dopo Until Dawn, pare che il progetto non si sia per nulla arricchito della precedente esperienza. Anzi, sia una sorta di strascico dell’avventura precedente. Man of Medan tenta di ripercorrere le mitiche vicende del suo predecessore, ma senza riuscire nemmeno lontanamente ad avvicinare l’altissima qualità di quel lavoro. Precisiamo col dire che Man of Medan non è un videogioco scarso, anzi tecnicamente è un prodotto discreto. Se però vi aspettate la qualità di Until Dawn, rischiate di restare delusi.

Quattro amici e una barca

The Dark Pictures: Man of Medan parte con una sorta di tutorial ambientato nell’area della Manciuria, in Cina, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale. Terminato il tutorial, ci ritroviamo catapultati ai giorni nostri, su una barca nella Polinesia Francese alla guida di 4 ragazzi più il capitano della nave, la bella e tenace Fliss. Le intenzioni dei ragazzi sono di esplorare i fondali oceanici in cerca di un relitto della Seconda Guerra Mondiale. Quello che vivranno in seguito però sarà tutt’altro che piacevole.

The Dark Pictures: Man of Medan è una sorta di graphic novel a sfondo horror, nella quale non bisogna essere abili con il pad o essere esperti di videogiochi per sopravvivere. La trama si svolge attraverso scelte ai vari bivi, e l’unica abilità richiesta è di riuscire a premere in tempo il tasto giusto al momento giusto durante i QTE (Quick Time Event). Ovviamente, a seconda della scelta intrapresa, cambierà il destino dei cinque protagonisti del gioco. Di conseguenza cambieranno anche i finali dato che potreste arrivare a fine gioco con tutti i giovani sopravvissuti, oppure tutti morti, oppure alcuni vivi e altri no. E anche i rapporti tra di loro saranno differenti a seconda delle strade intraprese, in modo da portare a finali buoni o cattivi, nonostante siano sopravvissuti. Ma di questo ne parleremo in altra sede.

Tecnicamente tutt’altro che impeccabile

Il primo aspetto che mi sento di biasimare riguarda l’idea malsana di dividere il gioco in 3 moduli. Scaricandolo da PS Store in sostanza gli sviluppatori hanno deciso di farci giocare il prima possibile, non effettuando il download dell’intero titolo, ma solo della prima parte. In teoria, mentre giochiamo a quella, dovrebbe scaricare il resto. Il problema è che la prima parte del gioco dura talmente poco (tutorial e prime scene del gioco vero e proprio) che dovrete interrompere la partita per ultimare il download. E lo stesso capiterà poche ore dopo, dato che anche l’ultima parte del gioco dovrà essere scaricata, lasciandovi così con il pad in mano e uno schermo nero.

Questa suddivisione in moduli avrebbe senso se il gioco fosse molto grande. Invece la sua longevità è davvero deludente. Una run durerà appena 4 o 5 ore. È vero che si tratta di più giochi in uno, dato che il bello di questi titoli è il ricominciarli per provare le varie strade e i vari finali. Però, sempre prendendo come punto di riferimento Until Dawn, quello durava più del doppio.

Dal punto di vista grafico invece Supermassive ha fatto il solito grande lavoro. La grafica è infatti il suo punto di forza, al livello di Until Dawn, con i personaggi molto dettagliati fin nelle gocce di sudore. Peccato per una giocabilità un po’ limitata (i personaggi sono “pesanti” da muovere). Ma questo ostacolo non è limitante, dato che non ci saranno mai scene frenetiche di corsa o abilità. Ottimo anche il comparto sonoro, con effetti audio ottimali, fondamentali per far riuscire gli jump-scare, musiche non troppo preponderanti e un audio con doppiaggio in italiano sempre molto apprezzabile.

Conclusioni

Detto già di un comparto tecnico ottimale anche se qualche scelta è incomprensibile, è bene chiudere la nostra valutazione con qualche parola sulla trama. In giochi come questo è fondamentale una bella storia, coinvolgente e accattivante. Sarà però che i personaggi sono senza carisma (fatta eccezione forse per Fliss), o che la storia dura davvero troppo poco. Fatto sta che il gioco non è per nulla coinvolgente, la trama è a tratti scontata, e a volte non si capisce il motivo di certe scelte davvero assurde. Come detto prima, i nostri personaggi potrebbero vivere o morire nel corso della partita, ma fidatevi: farli morire sarà molto più difficile che farli sopravvivere. Dopo una prima run in cui me ne sono morti solo 2 su 5, e una seconda in cui sono facilmente sopravvissuti tutti, ne ho avviata una terza per farli morire il prima possibile…ed è difficilissimo. Anche sbagliando appositamente i QTE e prendendo decisioni palesemente folli, i personaggi non muoiono mai, o quasi.

Man of Medan dovrebbe essere l’inizio di una nuova saga, e un tentativo di Supermassive Games di distaccarsi dall’etichetta pesante di Until Dawn. Su questo secondo punto ci hanno preso in pieno, questo titolo non può considerarsi né un sequel né tantomeno un “figlio” del precedente. Sull’inizio di una nuova saga, dobbiamo ammettere che se il buongiorno si vede dal mattino, non ci aspettiamo un futuro molto luminoso. Un consiglio per gli amanti del genere horror: prendete questo gioco quando è molto scontato, o se lo trovate usato.

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